Durante l’Anteprima della Costa Toscana 2019 mi sono dedicato ai soli vini “en primeur”, dando spazio a zone meno battute come Massa-Carrara, Colline Lucchesi, Montescudaio, Colline Pisane e Scansano.

 

Nulla voglio togliere alla zona di Bolgheri od altre più conosciute. Mi sembra opportuno però che, anche chi non vive di luce propria, possa avere spazio e visibilità nel mondo vinicolo. Quindi iniziamo con il mio racconto dell’Anteprima della Costa Toscana 2019?

 

Non è la prima volta che vengo a Lucca per l’Anteprima. Hai mai dato uno sguardo al mio racconto dell’Anteprima vini del 2018? Eccoti qua il mio articolo!

 

Anteprima della costa toscana

 

Alla mattina presto la sala si presentava ancora vuota. Le luci del sole illuminavano i calici: poco dopo erano pieni di tanti vini toscani!

 

Prima di iniziare il racconto dell’Anteprima della Costa Toscana 2019 voglio precisare che ho effettuato tutti gli assaggi alla cieca, quindi senza conoscere nome del vino e produttore. Ciò è stato possibile grazie anche al supporto dei Sommelier Fisar, presenti in sala per accontentare le richieste di blogger e giornalisti. Ovviamente ho messo nome e produttore a fianco del numero di campione: serve a te che leggi in modo da sapere di che vino sto parlando!

 

DOC COLLINE LUCCHESI

L1 | COLLE DI BORDOCHEO Picchio Rosso

Ha una buona intensità olfattiva che porta alla mia attenzione amarena, ciliegia ed un delicato sentore floreale. Trovo anche una vena speziata, inserita in contesti polposi di buona struttura. Comunque è un vino preciso, anche se non eccessivamente complesso al naso. Invitante pur dimostrando la propria gioventù.

Al palato mostra una struttura tannica che non lascia dubbi sull’età acerba, visto che aggrappa al palato con grande tensione astringente. Non manca neppure l’acidità a dare una spinta agrumata: forse un pò troppo alcolico e con spiccata vena speziata. Persistenza valida con finale di bocca erbaceo e speziato.

L2 | VILLA SANTO STEFANO Sereno

Vira verso floreale ed erbaceo, nascondendo almeno inizialmente il frutto. Entra in una dimensione speziata e di impatto alcolico che non si nasconde dietro a un dito. Mi porta sensazioni di frutti neri come mora e ribes, mentre introduce un ricordo di liquirizia mai invadente. Bocca più citrina ed agrumata, pur con un tannino che dà struttura e buona densità. Non manca l’acidità e lascia una freschezza piacevole,bilanciando l’astringenza tannica. Ha un finale agrumato, piacevole ed allunga la persistenza con ricordi di arancia rossa e spezie dolci.

L3 | TENUTA MARIA TERESA Merlot

Impatto olfattivo in cui sento il tocco del bosso, di erbe aromatiche e solo dopo un frutto ancora acerbo e poco espressivo nel succo. Diretto e tagliente: mi stimola a cercare i profumi.

Al palato entra con freschezza impattante e citrina in attacco, ma poi arriva il tannino ad asciugare e regalare momenti di potenza astringente ancora da moderarsi nel corpo. Torna nel finale il frutto e, nonostante sia ancora scomposto, mi piace la sua bevibilità e lunghezza acida.

L4 | TENUTA DI VALGIANO Tenuta di Valgiano

Meno spinto in intensità ma rotondo nei profumi e più denso rispetto ad altri sentiti finora. Prevale la polpa del frutto e la sua pienezza di profumi con amarena e ciliegia in testa. Arriva successivamente la delicatezza floreale le a leggera speziatura. Vino diretto ed invitante al naso.

In bocca è un concentrato di frutto, pienissimo e goloso al gusto. Entra ciliegione in bocca, portando una densità che altri finora non avevano. È anche citrino, quindi non pesante al palato: allunga molto in freschezza, lasciando la bocca salivante e senza che sia presa d’assalto dal tannino. Mi piace anche la sua persistenza di gusto, pur inserita nella sua semplicità ed immediatezza.

 

Le Colline Lucchesi si sono difese bene con vini sinceri, puliti e che hanno una bella beva…Bravi!

 

COSTA TOSCANA IGT DELLE COLLINE LUCCHESI

L6 | COLLE DELLE 100 BOTTIGLIE Segale

Naso un pò scuro e cupo nell’ampiezza di profumi. C’è un tono di frutti neri che prevale sul resto, coprendo un pò la delicatezza floreale che sparisce al cospetto. Sento invece il ricordo del sottobosco, così denso e con vena noir. Chiude una dolcezza spolpata dei frutti e con un pizzico di tocco speziato. Non finissimo e non ancora pronto per esprimersi al meglio.

Bocca un pò monocorda in cui la potenza del frutto è ridimensionata da un’astringenza tannica che arriva potente, come la vena acida della freschezza. È un vino che non fa dell’eleganza al palato la sua forza, probabilmente per spinte giovanili che ancora devono smussarsi. Finale lievemente erbaceo ed astringente.

L7 | FATTORIA LE LUCI Lucino

Non perfettamente preciso nel portare i propri profumi e con una spinta olfattiva che lascia qualche dubbio sulla precisione dei profumi. C’è un buon contributo dell’amarena e floreale che mi ricorda il garofano, mentre mi mancano la piacevolezza e la finezza globale. Chiude con leggere tracce dolciastre dovute a ricordi vanigliati.

Bocca agrumata e leggera nel gusto, con il ritorno dell’amarena e della ciliegia prima che il tannino rovini l’equilibrio con la propria spinta astringente ed impattante. Mantiene comunque una buona freschezza e questo fa sperare per un bilanciamento futuro. Ancora un pò scomposto al palato, così come lo è al naso.

L8 | IL CALAMAIO Poiana

L’attacco dei profumi non mi colpisce per finezza, perchè è ancora un pò chiuso e scomposto. È sporco nell’approccio olfattivo, ma sotto sento il potenziale: insomma la base c’è e forse ha solo bisogno di tempo. Al palato riscopre un’identità migliore. Ha giusta freschezza e tannino di media intensità, allunga al palato in acidità ma gli manca ancora di tirar fuori la finezza di cui può essere capace.

L9 | VALLE DEL SOLE Ebrius

Torno su canoni di finezza più immediati e che mi danno sicurezza con un vino preciso e pulito che mi dà buone impressioni. Non spinge in intensità, perchè i profumi sono delicati e fini ma sento tutto: lampone e ciliegia, fiori rossi freschi e delicati, una piccola spezia mai troppo pungente e un finale lievemente tostato. Piacevole al naso!

In bocca spinge sulla componente fruttata, aiutato anche da una freschezza di buon impatto. Però ha un retrogusto amarognolo che mi toglie quella piacevolezza che avevo sentito al naso. Il tannino è un pò slegato dal corpo del vino e non mi arriva eccessivo calore alcolico. Si deve ancora affinare, arriverà!

L10 | TENUTA DELLO SCOMPIGLIO Lavandaia Bassa

Buona intensità di profumi, vivo e personale in cui la componente fruttata riesce a portare tanto corpo. C’è anche un buon impatto alcolico, mai eccessivo ma presente, poi continua con una speziatura dolce e piacevoli ricordi floreali di viola. Non finissimo al naso, ma sicuramente riconoscibile.

Interessante anche al palato per la sua immediatezza al gusto, in cui la ciliegia e il lampone regnano al gusto. Arriva poi la freschezza e l’acidità agrumata ad alleggerire la forza del tannino, ben muscoloso e deciso a coprire ogni angolo del palato. Vinoso, beverino e chiude leggermente terroso nel finale. Vino semplice, ma godibile.

L11 | TENUTA LENZINI La Syrah

Arriva diretta la parte erbacea, insieme al contributo di foglie di tabacco ed il buon contributo alcolico. Sento frutti più scuri come mora e marasca e la sua intensità spinge verso una presenza olfattiva di grande impatto. Si muove bene in finezza, anche se ancora deve esprimere il meglio di sè.

Bocca meno presa dalla morsa tannica e più spostata su contorni citrini che lasciano una freschezza piacevole e duratura. C’è un ritorno del frutto che dà ricordi dolciastri ma non per questo banali. Mi piace al gusto, perchè ha bevibilità e lascia la bocca piena di polpa ed acidula per vari secondi. Piacevole.

 

Anteprima della Costa Toscana 2019
La location dell’Anteprima della Costa Toscana ha sempre fascino!

 

COLLINE PISANE

P4 | GLI ARCHI Ginevra

Olfatto morbido nella portata dei profumi, in cui prevale una buona polposità fruttata che spinge su tonalità speziate che lasciano leggera pungenza. Sento un sottofondo non pulitissimo, come accenno di foglie di sottobosco e ricordi terrosi. Nulla che rovini troppo la finezza, ma per questo non raggiunge i pieni voti. 

Al palato è asciutto, tannico ed ha un’astringenza che prende possesso della bocca, lasciando meno spazio alla densità dei frutti. C’è una discreta salivazione, ma non ce la fa a coprire la forza del tannino. La bocca è presa da tocchi erbacei di media intensità, chiudendo asciutta e nuovamente terrosa.

P5 | PODERE MARCAMPO Giusto alle Balze

Arriva diretto e preciso al naso, pur nel solco di una forza alcolica che si fa notare. Mi piace però la parte dei frutti come ciliegia e ribes rosso, inseriti in un insieme di profumi erbacei spinti ed ancora verdognoli. Mancano all’appello le spezie e la piccantezza, nascoste da ricordi erbacei finali. Vino di bella presenza al naso e che mi lascia buone impressioni in finezza. 

Bocca ben salivante ed agrumata nell’impatto dei frutti, con ’acidità che resta per vari secondi. Il tannino è meno spinto di altri vini, rendendolo più equilibrato. Non rovina la situazione l’alcol e mi piace il finale di bocca fresco e citrino. Buona persistenza.

P6 | VARRAMISTA Varramista

Arrivano sfumature fruttate e con buon tocco floreale a corredo. C’è la polpa dolce dei frutti che accarezza il naso, sfumando la minima forza erbacea che non può impattare. Mi piace il ricordo di cannella e vaniglia che vanno ad aumentare la sensazione di dolcezza al naso, oltre ad un pepe nero intenso che cerca di esplodere. È ancora chiuso e poco ampio nel raccontare tutti i suoi profumi.

Bocca morbida e piena di frutti, un pò meno polposi che al naso. Il tannino c’è ma non invade il palato, lasciando agire la freschezza e la polpa fruttata come protagoniste della degustazione. C’è rotondità ma la struttura ha ancora da farsi. Finale con ricordi tannici e di frutti succosi.

P7 | I GIUSTI E ZANZA Dulcamara

Arriva con traccia di rosa e viola che incidono sull’olfatto, lasciando amarena e ribes rosso indietro nella presenza. Non c’è alcol a rovinare la degustazione, mentre il ricordo di noce moscata nel finale dà brio ad un olfatto un pò semplice.

Bocca carnosa e polposa che si riprende rispetto ad un olfatto un pò minimal e facendomi apprezzare un equilibrio di gusto, in cui ogni parte non prevale sull’altra. Persino il tannino resta nei ranghi e non rovina le altre sensazioni. Vino fresco e beverino che sul finale lascia il palato un pò polveroso.

 

È bene ricordare la particolarità di Anteprima della Costa Toscana 2019 è riunire, in un unico evento, produttori della fascia costiera toscana con tutte le anteprime d’annata.

Non è mai facile radunare assieme così tanti produttori, per cui faccio un plauso all’organizzazione.

 

COSTA TOSCANA MONTESCUDAIO

P9 | MARCHESI GINORI LISCI Castello Ginori

Che spinta floreale e di ciliegia che sento al naso! Arriva spinto e diretto nel portare la sua schiettezza di profumi: la rosa è nitida e fresca, così come il pepe nero che lascia traccia ma senza dare invadenza. Si sente la spinta alcolica, ma non rovina la delicatezza al naso. Invitante e fine.

Bocca acidula ed agrumata che dà pomposità ma senza pesantezza. C’è un tannino fitto ma che non vuole schiacciare il palato dentro la morsa dell’astringenza. Mi piace la freschezza e l’acidità che dimostra, chiudendo con piacevolezza e tanta bevibilità. Vino goloso.

P10 | PODERE LA REGOLA La Regola

Traccia erbacea verdognola che caratterizza l’ingresso al naso, seguita da una verve speziata piacevole e mai eccessiva. Poi ci sono i frutti che parlano di ciliegia e arancia rossa, seguite da fiori freschi e delicati. Piacevole al naso, delicato ma senza toccare vette assolute di eleganza.

Bocca carica di frutto più che al naso, con acidità e freschezza che ci sono ma un pò coperte dalla densità del frutto. Il tannino è leggero, troppo debole per contrastare questa polposità, ma neppure evanescente. Bocca carica di gusto e con discreta persistenza.

P11 | CAIAROSSA Caiarossa

I fiori arrivano immediati e freschissimi prima di lasciare spazio a frutti ancora croccanti e carichi di succo. È delicato e nulla rovina questa esile presenza olfattiva, visto che spezie ed alcol non arrivano all’appello dei guasconi. Delicato ed ingentilito da un finale vanigliato che fa presumere affinamento in legno. 

In bocca è pieno e denso, quasi polposo ed i frutti sembrano essere più carichi di frutto che al palato. Non eccede l’alcol così come il tannino, mentre danno una buona presenza l’acidità e la freschezza. Ha sapidità giusta e buona carica vegetale nel finale di bocca. Sento solo un tostato che sciupa un pò l’equilibrio ma senza rovinare la piacevolezza.

P12 | PAGANI DE MARCHI Casalvecchio

Arriva erbaceo e floreale prima che fruttato al naso. Porta tocchi di fiori freschi che si uniscono a ricordi dell’erba verde, prima di lasciare un’impronta fruttata vivida e lineare nella sua bella espressione polposa. Mi piace il profumo dell’amarena fresca e del lampone, mentre alcol e spezie non incidono. Semmai mi lascia ricordi finali di foglie di the.

All’assaggio arriva citrino ed agrumato, ma anche con una forza alcolica che scalda leggermente la bocca. Il tannino è ancora verde e si inserisce in un filone erbaceo che asciuga la bocca con toni scuri. C’è comunque salivazione e discreta sapidità. Persistenza nella norma e struttura non amplissima.

P13 | COLLINE DI SOPRA Sopra

È cosi vivo nel portare tracce fruttate fresche e croccanti, così come ricordi floreali delicati che impatta bene al naso ed inebria con piacevolezza. C’è susina nera e mora che hanno il compito di portare pienezza di profumi, insieme a ricordi di liquirizia e bacca di vaniglia. Sento una buona presenza alcolica, ma non infastidisce in questo contesto. 

Mi piace la polposità fruttata che porta in bocca, così come la freschezza agrumata che alleggerisce il tutto. Non c’è un tannino eccessivo, perché non ha la forza per coprire l’abbondante salivazione. Invita alla beva ed ha una buona persistenza.

 

A proposito…se ti piacciono le degustazioni in anteprima allora non perderti l’articolo che ho fatto sull’Anteprima del Vermentino dei Colli di Luni a Marzo. Non trovi l’articolo? Eccolo qua!

 

MORELLINO DI SCANSANO

G4 | TENUTA DI PIETRAMORA Brumaio| 

Croccante e vivo nell’intensità fruttata della ciliegia e della mora, ma anche aperto a contributi floreali in cui la viola lascia la propria identità. Ci sono ricordi argillosi e ferruginosi nell’impatto al naso, ma anche calore intenso dovuto ad una presenza alcolica viva, forse un filo invadente. Chiude con sentori di pepe nero e noce moscata. Deciso e corpulento al naso. 

Bocca calda e con buon alcol che combatte la voglia di freschezza e di acidità dilagante. Arriva dopo il tannino, presente ma domato dal piglio citrino. Ottima bevibilità e lungo in freschezza: da goderselo ora.

G5 | VIGNAIOLI MORELLINO DI SCANSANO Roggiano Riserva

È più cupo e chiuso al naso del precedente, con una densità fruttata maggiore, ma anche ricordi di liquirizia. Sento già presente la mora e la marasca, ma il resto è ancora chiuso: si farà.

Al palato è carnoso, fruttato in modo deciso e con un tannino polveroso e presente, ma anche schiavo di un’acidità che per fortuna alleggerisce il gusto, altrimenti troppo grossolano. È un vino masticabile e pieno che pecca in eleganza e finezza, ma può piacere a chi vuole la bocca piena e densa di frutta.

G6 | CELESTINA FÈ Celestina Fè

Non mi fa impazzire la sua finezza, che mi accoglie con toni scuri e leggermente acri che un pò mi disturbano. È spinto troppo in ricordi ferrugginosi, rompendo l’equilibrio tra frutto e fiore che mi aspetterei. C’è un buon pepe nero ed anche l’alcol subito riconoscibili, mentre mi manca la finezza globale. 

In bocca è meglio che al naso, nonostante un tannino ancora aggressivo, ma con ciliegia e mora che bilanciano con la loro pienezza. C’è una spinta aromatica intensa e che abbraccia una freschezza densa, pesante e non leggera come in altri. Insomma non mi ha colpito per la beva elegante.

G7 | TERENZI Morellino di Scansano

Tanti frutti e tanta polpa al naso per profumi densi e pieni di sostanza. Manca la leggerezza floreale tipica del Sangiovese, mentre sembra quasi più cioccolatoso e pieno. Sento l’alcol che cerca di dare spinta calda, mentre manca il floreale a dare spinta leggiadra. Non fine, ma sicuramente personale.

Anche in bocca mantiene questa trama, anche se ciliegia e lampone sembrano più croccanti anche in virtù di una buona salivazione citrina che toglie peso al tannino ben presente e deciso. Allunga per vari secondi in acidità e lascia la bocca fresca e meno pesante di quanto abbia fatto al naso. Vino da bere, lasciando da parte il naso.

Il Real Collegio sede dell'Anteprima della Costa Toscana 2019
Hai capito che mi piace il Real Collegio di Lucca?

 

Vanno bene gli assaggi in sala stampa, ma poi bisogna anche mangiare. Così ho scattato un paio di foto al chiostro del Real Collegio, mentre andavo a mangiare: ha sempre il suo fascino!

 

MONTECUCCO

G9 | TENUTA TOBIA Theran

La spinta alcolica è evidente, potandomi un calore al naso spiccato e deciso. Anche i ricordi dei frutti sono caldi, più maturi che in altri vini dandomi sensazioni di pienezza e decisione aromatica che rovinano un pò la finezza d’insieme. C’è anche una bella vena speziata e poi sento un floreale più secco di quanto mi aspettassi. 

Continua la vena alcolica anche al palato, donando calore e limitando la salivazione, presente ma mai esagerata. Il tannino è morbido e non è protagonista della degustazione, mentre il palato è preso da una densità polposa che lascia pienezza, ma anche pensantezza di gusto.

G10 | TENUTA DI MONTECUCCO Rigomoro

Continua il filone del calore alcolico al naso, con tracce fruttate dense e ben corpose nel mostrarsi polpose. Al naso è un vino pesante e pieno, che mostra poca dimestichezza con la leggerezza e finezza olfattiva. Mi porta una leggera traccia erbacea e poi tanta mora e marasca a sostegno del pepe nero.

In bocca continua e resta coerente con sé stesso, facendomi toccare però frutti un pelo più croccanti ma altrettanta pienezza di gusto. Il tannino c’è ma non toglie spazio alla struttura ampia e densa. Ha una buona sapidità, lasciando la bocca piena di tracce fruttate e discretamente salivante.

G11 | COLLEMASSARI Poggio Lombrone

Qui si entra in un contesto più erbaceo e floreale in cui il calore alcolico incide meno, lasciando passare maggiore ricordo del frutto, peraltro ancora un pò acerbo. Non c’è quella maturità e calda polposità degli altri due, per cui resta più fine e godibile al naso.

Mi lascia una bocca vanigliata e dolciastra, complice anche la grande presenza di mora e cassis. Il tannino è fitto ma non troppo astringente e lascia che la salivazione alleggerisca la bocca, slanciando il vino con buona tensione acida. Punta su bevibilità e croccantezza al palato.

 

Durante gli assaggi all’Anteprima della Costa Toscana 2019 non potevo rinunciare a fare un salto nelle mie zone…

 

MASSA CARRARA

M2 | TERENZUOLA Merla della Miniera

Che bella spinta fruttata al naso e che bella intensità! Nonostante ciò non perde la finezza, perché si dimostra sincero e schietto. C’è anche un corpo alcolico ben presente, ma non eccessivo e poi un delicato contributo di fiori che danno leggerezza e finezza. Piacevole e brioso al naso. In bocca è ben tagliente in acidità e fresco, mantenendo un tannino fitto ma non aggressivo. Ritorna il frutto al palato, la ciliegia e la mora, piene di polpa, che danno golosità e fanno venir voglia di berlo. Attenzione però che non è banale, semplicemente mette gola!

M4 | BERTAZZOLI Rosso Cybeo

Ha una buona tendenza erbacea, ancora verde e tesa nella freschezza, aiutata da tocchi floreali delicati. Si esprime in modo meno spiccato per la parte fruttata, risalendo nel contributo speziato. Semplice al naso, ma comunque piacevole. Bocca croccante, viva e spinta su frutti a polpa matura e succosa, mentre il tannino è fitto e diretto ma non per questo poco astringente. La salivazione c’è, la croccantezza fruttata anche: invoglia la bevuta con la sua semplicità.

 

VERSILIA

L22 | LE VIGNE DEL GRILLO Prana

Naso espressivo e diretto con buona intensità. Entra con decisione la sfera fruttata, portandomi ricordi di polpa di mora e ribes nero, oltre a note speziate ed erbacee. Sento l’alcol che dona calore, ma non è invasivo e non rovina la piacevolezza al naso. In bocca è ciliegione, semplice, ma anche carnoso e di buon impatto al gusto. Il tannino è gentile e fa passare l’acidità agrumata a sostegno di una bevuta facile ed immediata.

L23 | TENUTA MARELLI Nicodemo

Continua il filone della piacevolezza fruttata e dell’immediatezza olfattiva, che rende il vino croccante e di briosità spiccata. È un vino pronto, immediato e facile. Entra salivante, citrino, goloso: è festoso e bilanciato. Lo inserisco tra i vini facili da bere e che possono donare piacevolezza, senza entrare in vette di complessità e struttura ampie.

 

Il mio racconto è finito: ecco il bilancio dell’Anteprima della Costa Toscana 2019

 

Se ti sei perso il preambolo, ti ricordo che gli assaggi sono stati fatti alla cieca, quindi senza conoscere chi fossero i produttori ed il nome dei vini.

Faccio questa precisazione perché vorrei che nessun azienda se la prenda a male per i giudizi schietti e sinceri. A tutti quelli che mi fanno i complimenti per ciò che scrivo ( ma anche a coloro che mi “sbraitano” contro alludendo che non ci capisca nulla) dico sempre che mi piace lasciar parlare il vino in modo da comprenderne la sua vera natura!

 

di MORRIS LAZZONI

VinoperPassione

Il vino è semplice da capire, basta avere passione

18 Maggio 2019. © Riproduzione riservata