Ti racconto una storia di lieto fine! Dopo tanti inviti, accettati o rifiutati, da parte di cantine, consorzi e manifestazioni lontani da casa, finalmente anche chi abita vicino a me si è accorto che esisto.

Ringrazio quindi l’Enoteca Regionale della Liguria per l’invito all’Anteprima del Vermentino di Colli di Luni 2018. Ora ti racconto com’è andata!

 

Scrivo questo articolo dopo la partecipazione all’Anteprima del Vermentino dei Colli di Luni 2018, in cui ho potuto assaggiare 28 campioni di differenti produttori. La media dell’annata è buona ma non avrò peli sulla lingua nel racconto, avendo degustato tutti i vini alla cieca. Metterò comunque il nome del vino e del produttore, a fianco del numero del campione, così saprai a chi corrisponde.

Vigneti nei Colli di Luni
Un tipo con gli occhiali e dietro le vigne di Vermentino di Colli di Luni

Eccoti una brevissima spiegazione sul Vermentino

Mi sembra fondamentale spiegarti cosa sia il Vermentino, prima di entrare nel racconto della giornata di Anteprima 2018. Chi abita in Sardegna, Liguria e Toscana è abituato a sentir parlare di Vermentino, oppure a berlo spesso, ma capisco che in altre regioni possa non esserci la stessa dimestichezza.

Riassumo nel modo più veloce e sintetico possibile di che uva stiamo parlando: non voglio e non devo annoiarti. Faccio un elenco di caratteristiche dell’uva Vermentino, così comprendi bene di cosa andrò a parlare a breve!

1 Il Vermentino è un’uva neutra: pertanto non cercare profumi spiccati e potenti, non ci sono. Per quelli devi provare altri vini, magari da uve aromatiche o semi aromatiche come Gewürztraminer, Sauvignon o Riesling.

2 Nel Vermentino trovi frutti, fiori, erbe e mineralità: questo è il complesso di profumi tipici di un Vermentino, ma cambiano l’intensità e l’ampiezza in funzione della zona di provenienza.

3 Il Vermentino chiude amaricante al palato: è una nota tipica, anche in questo caso più o meno evidente. Si dice che il Vermentino sappia di mandorla: in effetti una traccia amaricante è quasi sempre presente.

 

Adesso che hai un pò di nozioni per capire cosa sia quest’uva, puoi passare alla lettura del mio racconto sull’Anteprima 2018 del Vermentino dei Colli di Luni!

 

Anteprima 2018 del Vermentino dei Colli di Luni Doc

Ti anticipo chi sono i 3 migliori e i 3 peggiori: classifica senza filtri!

Ormai ho scatenato la tua curiosità per cui non posso lasciarti a bocca asciutta, per cui eccoti la mia personale classifica. Ci tengo a sottolineare che sono miei giudizi, creati sulla base della mia esperienza nel bere i Vermentino dei Colli di Luni e su assaggi rigorosamente alla cieca!

I tre PEGGIORI Vermentino dei Colli di Luni 2018

1 LUNAE ETICHETTA GRIGIA 2018: se questo è un Vermentino che deve raccontare il territorio dei Colli di Luni in giro per l’Italia e nel mondo, allora siamo messi bene! Non c’è varietale e corrispondenza al territorio: peccato perché questa è la cantina più grande e rappresentativa del territorio. Cambieranno stile?

2 MONTICELLO IL GRAPPOLO 2018: ero abituato a ben altre espressioni dalla questa cantina. Sarà lo stato di forma attuale, sarà un’annata strana ma non mi ha colpito come mi ricordavo. Peccato!

3 LA BETTIGNA VERMENTINO 2018: sono sorpreso che al naso sia così strano e poco fine, perché al palato sarebbe anche interessante. Come mai questa differenza?

 

I tre MIGLIORI Vermentino dei Colli di Luni 2018

1 LA MAESTÀ FUGASTRO 2018: forse il migliore di tutta la batteria, ovviamente secondo il mio umile e personale giudizio. Fatto bene, equilibrato, preciso e con buona espressività!

2 SPAGNOLI VERMENTINO 2018: c’è sapienza in questo Vermentino perché non si muove mai banale, ma anzi punta ad esprimere un forte legame con il territorio. Bello da bere sempre!

3 MARCHINI VIDÈ 2018: ha già carattere e slancio ma ancora deve finire il proprio affinamento, per cui in futuro si esprimerà ancora meglio! Intanto faccio i complimenti per la strada intrapresa.

 

Mi sento però di dare delle menzioni particolari anche ad altri vini che mi hanno colpito. Come il Vigne Basse 2018 di Terenzuola che dimostra come un piemontese trapiantato possa ben interpretare il territorio in cui si trova, oppure come Il Maggiore 2018 di Lambruschi che fa capire quanto i “veri autoctoni” non sbaglino mai un colpo. Chiudo con La Felce Monte dei Frati 2018, perché solo dopo aver conosciuto il titolare Andrea Marcesini potrai capire il suo vino.

 

Parto con il racconto dell’Anteprima 2018 del Vermentino dei Colli di Luni Doc

Dopo una visita alle cantine di Terenzuola e Giacomelli ( ma di questo ti parlerò in un altro articolo ) io ed i miei compagni di press tour, Riccardo Margheri e Fosca Tortorelli, siamo stati condotti alla sala conferenze del centro sociale di Castelnuvo Magra per l’appuntamento con i vini dell’annata 2018.

Nella foto sotto ti presento il WineBus, colorato e frizzante, che abbiamo usato per le passeggiate tra i vigneti delle Colline del Sole e di tutti i Colli di Luni. Carino vero?

Il Winebus dell'Enoteca Regionale della Liguria

La degustazione era aperta a stampa, ristoratori della zona e produttori dei Colli di Luni: soprattutto le ultime due categorie potevano così confrontarsi con la produzione locale e capire in che direzione stia andando questa zona. Faccio i complimenti ad Enoteca Regionale della Liguria ed al Consorzio dei Colli di Luni per l’evento: sicuramente è migliorabile nell’organizzazione ( come qualsiasi evento che venga giudicato a posteriori ), ma è stato importante aprire le porte alla stampa, per far conoscere e valutare i vini di una zona che ha più potenziale di quello che sta esprimendo.

Abito vicino alla zona dei Colli di Luni e come tutte le “zone di casa” si conoscono i retroscena ( belli e brutti ) che le contraddistinguono. Bevo da anni il Vermentino dei Colli di Luni e conosco le sue pecche: sapevi che per anni alcuni produttori hanno immesso sul mercato vini non proprio corrispondenti alla tipicità del Vermentino?

Sai come? Facendo assomigliare il Vermentino dei Colli di Luni ad un Sauvignon della Nuova Zelanda. Diciamo che l’assaggio dell’anteprima 2018 conclude questa tradizione…almeno così sembra!

 

C’è sempre qualche produttore che “ci prova” a fare un Vermentino sauvignonizzato: per ora non ti dico chi è, ma lo capirai dal racconto. Attento anche che alcuni vini erano da CAMPIONE DI VASCA, oppure appena imbottigliati. Il giudizio quindi non è definitivo, ma relativo al loro stato di forma attuale!

 

1° VINO | Conte Picedi Il Chioso 2018 

Ancora un pò chiuso al naso, pur denotando una spinta citrina abbastanza sensibile ed unita alla vena piccante della speziatura. Poi fiori freschi a dare leggerezza, mentre ricordi di rosmarino concedono varietà di profumi. In bocca ha una discreta sapidità, poi tanto agrume croccante e fresco. Calore alcolico percettibile e lunghezza di gusto nella norma.

2° VINO | Spagnoli Vermentino 2018

Spiccano fiori, ricordi erbacei e note di fieno, lasciando un pelo indietro il frutto. È pieno e già deciso al naso con susina bianca e pera che mi lasciano un ricordo polposo e finemente amarognolo. Arriva agrumato in bocca, con buona salivazione, pur con un minimo ricordo stringente, in virtù di una sapidità di buon livello. Buono in persistenza.

3° VINO | La Cantina del Nonno Pescetto Vermentino 2018

Delicato al naso ma non banale e poi apertura verso frutta croccante con susina e pompelmo in cui si inseriscono fiori bianchi appena sbocciati. C’è una mandorla tesa che lascia amaricante, prima di una nitida maggiorana. Insomma mi piace al naso. Bocca citrina ma la salivazione finisce presto. Resta il ricordo dei frutti. Ancora così e così al palato.

4° VINO | Zangani Mortedo 2018

Ha profumi più potenti e di maggiore pienezza fruttata, virando poi su erbe aromatiche ed erbaceo sferzante. Forse non è finissimo perchè controlla male la sua intensità, ma almeno è personale. In bocca è salivante e citrino al punto da farsi apprezzare, però perde in complessità. Si limita a frutto e acidità. Persistenza un pò corta.

5° VINO | Cantine Dall’Ara Posticciolo 2018

Non mi piace al naso perchè è un pò scorretto e scorbutico, mancando di finezza. Forse ha bisogno di tempo per aprirsi e mostrare di cosa è capace. Al palato invece è croccante, con delicate note fruttate ed abbastanza sapido. Lascia la bocca pulita in chiusura ed ha una persistenza niente male.

Prima batteria di Vermentino dei Colli di Luni 2018

6° VINO | Zangani Boceda 2018

Manca di eleganza al naso, visto che il tratto fruttato è sporcato da ricordi di lieviti. C’è invece una buon vegetale con felce nitida e decisa, mentre la mandorla è leggera. Acidità agrumata importante e tagliente, sapidità nella norma e piacevolezza di bevuta nel finale con bocca pulita e asciutta.

7° VINO | Il Monticello Grappolo 2018

Frutto largo e di buona potenza al naso, forse invadente ma non banale. Manca un pò di varietà con erbe aromatiche che svaniscono e con il floreale che stenta. Il frutto è piacevole ma non mi fa impazzire al naso: manca eleganza. In bocca è denso, carico e poco fine perchè esplode e dà impetuosità. Seduto in acidità, discreta persistenza e sapidità. Non va!

8° VINO | La Maestà Fugastro 2018

Piacevole e teso nei profumi con un naso misto tra pienezza dei frutti e contributo delle erbe aromatiche, oltre ad una mandorla leggera che rende più fine il tutto. Entra citrino e fruttato al palato, non manca una buona salivazione e mi piace la sua sapidità. Buona persistenza e globalmente fine. E bravi!

9° VINO | Maneterra Vermentino 2018

Al naso è equilibrato e bilanciato tra frutti, fiori ed erbe che chiudono con maggiorana e menta. Forse è ancora chiuso perchè spinge forte su tonalità erbacee. Al palato però è più espressivo, anche se di dimostra più ciccione e meno acido di quanto lo vorrei. La bocca resta asciutta ma anche un pò sola per la breve persistenza.

10° VINO | Terenzuola Vigne Basse 2018

Tante erbe aromatiche come alloro, menta e rosmarino poi frutti croccanti e floreale delicato e piacevole. Si dimostra fine e di buona fattura al naso. L’ingresso al palato è citrino, ma non troppo, forse ha meno struttura di altri ma vince in piacevolezza e bevibilità. La sapidità è discreta e chiude ben amaricante.

 

Non ci sono state grandi delusioni, ma qualità media interessante. Finora il biliancio è positivo! Comunque le sorprese possono sempre arrivare!

 

11° VINO | Pascale I Pilastri 2018

Mi piace come si mostra fine, anche se ancora un pò chiuso nell’espressività al naso. Ha già equilibrio tra le varie famiglie di profumi, mentre manca la loro incisività. Al palato è chiaro, pulito e delicato nel tocco fruttato, mentre è prepotente nella vena acida che dilaga in tutta la bocca. In generale è interessante e piacevole.

12° VINO | Podere Lavandaro Vermentino 2018

Al naso ha una bella personalità ma credo che sarà più interessante in futuro, visto che è ancora un pò scomposto. L’intensità dei profumi è già buona, come la loro integrità. In bocca invece la tensione citrina è di buon livello e c’è l’impatto con il palato degli agrumi e dell’acidità. Mi piace la sapidità a sostegno della beva.

13° VINO | Tenuta Marchini Vidè 2018

L’ingresso di timo e salvia è sorretto da una trama fruttata fresca che cerca di bucare la coltre della gioventù. Piacevole nei profumi, nonostante ancora debba ancora affinarsi. Al palato risulta ben polposo e con giusta sapidità, bilanciando la bocca con gusto pieno e finezza. Buona persistenza.

Seconda batteria di Vermentino dei Colli di Luni 2018

14° VINO | La Colombiera Vermentino 2018

Delicato e non esplosivo al naso in cui mi colpiscono le note di zenzero, mandorla e fiori che prevalgono sui frutti. Pulito e abbastanza fine, interessante. Entra pieno in bocca, mostrando la potenza fruttata, con acidità più densa della media, mentre cede un pò sulla sapidità. Persistenza in linea, forse manca un pò di equilibrio.

15° VINO | Linero Pianoro 2018

Non è perfetto al naso perché arrivano erbe, fiori e pochi frutti. Perde per strada un pò di finezza pur mantenendo buone sensazioni. In bocca è un vino più grasso di altri e non lascia alte sapidità e salivazione. Però si rifà con la buona densità di gusto. Persistenza giusta ma forse un pò monocorda.

 

Ti ricordo che qualche Vermentino dei Colli di Luni non è nel miglior stato di forma possibile. In questo periodo va messo in conto, considerando che certi vini non sono ancora pronti. Diverso è il discorso quando i vini sono fatti male: lì non perdono!

 

16° VINO | Lunae Etichetta Grigia 2018

Non ci siamo! Sento quell’esplosione di frutti tropicali di cui ti parlavo all’inizio: non è tipico ed in linea con il vitigno, dimostrandosi invadente al naso e poco pertinente. Direi un vino ruffiano, fatto per piacere e non per trasmettere territorio. Bocca aromatica, densa e sporcata dal troppo frutto. Freschezza e acidità ci sono anche ma non mi stupisce, anzi.

17° VINO | Nardi Vermentino 2018

Naso polposo e denso con frutti carichi, prima di dare un pò di deviazioni olfattive non proprio limpide. C’è anche un pizzico di ossidazione che chiude lo spettro dei profumi. Solita densità e pienezza al palato dove però non ritrovo finezza ed eleganza. Diciamo che non è perfetto, ok?

18° VINO | Giacomelli Pianacce 2018

Ancora un altro vino che vira su frutti un pò “fuori zona” rispetto al territorio italiano. Sono potenti da coprire fiori ed erbe aromatiche, mentre chiude con leggero zenzero: ancora deve equilibrarsi. Ha una bocca un pelo grassa e densa, che lascia indietro l’acidità. Manca un pò di sapidità, mentre il gusto è ben persistente.

19° VINO | Arrigoni La vigna del Prefetto 2018

È il regno delle erbe aromatiche e della paglia, mentre il fruttato è un pò acre e fa passare una nota speziata leggermente piccante. Diciamo che non eccelle in finezza, ma in personalità si. In bocca c’è tanto agrume, buona acidità e salivazione densa. Sale anche la sapidità e sento bene l’alcol. Lunghi secondi di ricordi fruttati. Comunque interessante.

20° VINO | Linero del Generale 2018

Al naso è delicato, fine e con note di mentuccia e fiori bianchi freschi. I frutti portano anche un bel ricordo di polpa. Il vino mi piace perché è corretto e preciso, ma forse un pò impersonale. Al palato è teso, con un’acidità che è presente ma è l’unica che svetta. Manca ampiezza e gusto lungo. Forse un pò troppo semplice.

Terza batteria di Vermentino dei Colli di Luni 2018

21° VINO | Lambruschi Costa Marina 2018

Non mi ha colpito al naso, anzi sono rimasto un pò deluso dalla scarsa armonia dei profumi: forse deve ancora bilanciarsi alla perfezione. Resta lontano il frutto al naso, mentre sento mandorla e mentolato. In bocca ha un’acidità importante, ma non sorretta da altrettanta sapidità. Più citrino che polposo e con discreta persistenza.

22° VINO | La Colombiera Celsus 2018

Naso deciso e spostato sulla vena fruttata oltre che intensa nell’aromaticità. Deva ancora farsi e trovare il suo equilibrio, nonostante sia piacevole, pur mancando il contributo dell’erbaceo. In bocca sento ancora tanta frutta, mentre la salivazione è sporcata da un calore alcolico un pò fuori controllo. Buona la sapidità.

23° VINO | Lambruschi Il Maggiore 2018

Si dimostra ancora un pò chiuso e per ora vira sul floreale ed erbaceo come salvia e paglia. Dimostra poco al naso per ora, ma vediamo che racconta al palato. In bocca invece è elegante, ben fatto e con potenziale che potrà sorprendere. Buone trama sapida, salivazione e spalla citrina. Chiude lungo e amaricante. Bello davvero al palato.

24° VINO | La Bettigna Vermentino 2018

Questo naso sembra già più evoluto della sua età e dimostra qualche minimo accenno di ossidazione e di spunto acetico che rovinano la qualità d’insieme. Al palato è meno estremo, più polposo e citrino di quanto mi aspettassi e più gradevole che al naso. Peccato perché la lunghezza di gusto e la piacevolezza ci sono.

25° VINO | La Felce Monte dei Frati 2018

Mi accoglie con una spinta alcolica evidente e con materia polposa importante. Mi piace però il mentolato e l’insieme di erbe aromatiche nitide e sferzanti. Percepibili mandorla e frutti a pasta densa. In bocca porta tanta frutta che quasi smorza la spinta citrina ed acida. Buone persistenza e finezza. Un vino da bere, più che da annusare.

Sommelier all'Anteprima del Vermentino dei Colli di Luni 2018

Ho fatto un selfie con queste belle Sommelier AIS che mi hanno degnamente servito durante la degustazione. In realtà c’era anche un collega uomo, ma bastavo già io a sporcare la foto!

 

26° VINO | La Pietra del Focolare Villa Linda 2018

Si muove con personalità, denotando un buon ingresso delle erbe aromatiche, della camomilla e della paglia. Poi continua con frutti ancora croccanti e finale di mandorla. Abbastanza preciso al naso. In bocca mi lascia un gusto semplice e che non esplode. È lineare e leggero, pur lasciando un buon ricordo al palato.

27° VINO | Bondonor Lunaris 2018

Anche in questo caso ho percepito velata ossidazione che rovina la degustazione. Sento una buona espressività di frutto ed erbaceo, ma quell’ossidazione incide sulla finezza. Al palato è ancora un pò scomposto ( forse dovrà equilibrarsi ), ma l’acidità c’è, come l’agrumato. Per ora manca un pò di finezza. Si farà!

28° VINO | La Baia del Sole Oro d’Isèe 2018

C’è una buona mineralità al naso, seguita da abbondanti erbe aromatiche e poi frutti ben percepibili. Intriga e lascia buoni ricordi, forse ancora un pò invadente in questa fase. In bocca dimostra la forza agrumata e fresca, donando pienezza di gusto e buona sapidità. Anche qua un pò irruente, però abbastanza presente in persistenza.

29° VINO | Cà du Ferrà Luccicante 2018 ( Vermentino Colline di Levanto Doc )

Ha una buona eleganza al naso, dove regna armonia tra floreale, speziato, frutti ed erbe aromatiche. Mi piace la nota iodata che dà mineralità e finezza. Entra pieno al palato, con buona sapidità ed altrettanta spalla acida a sostegno. Ci sono frutti croccanti e belli in bocca, allunga con buona persistenza e spicca per eleganza. Davvero ben fatto!

 

L’analisi dell’annata 2018 del Vermentino dei Colli di Luni è finita. Ci sono tante luci e poche ombre, segno che le cantine stanno migliorando il proprio lavoro, cercando di trasmettere territorio e tipicità. Mi auguro che i Vermentino dei Colli di Luni sporcati dai troppi frutti tropicali passino di moda: questa zona ha bisogno di vini più veri!

 

Tiro le somme sul Vermentino dei Colli di Luni: opinioni personali e consigli

 

  • I Colli di Luni stanno alzando la qualità media: bene, è vitale per farsi notare in un mondo già pieno di vini ed altamente concorrenziale. La Liguria pesa pochi punti percentuali sulla produzione italiana, pertanto i Colli di Luni sono una nicchia infinitesimale: la concorrenza è tanta, ormai non basta più quello che si è fatto per anni.

 

  • Prendo spunto dalle parole di Andrea Marcesini, Presidente del Consorzio, che ha sottolineato quanto sia importante la valorizzazione del territorio. I vini devono esprimere il territorio di provenienza e spiccare per qualità intrinseche. Perché scegliere un Vermentino dei Colli di Luni? Le aziende devono trovare una valida risposta a questa domanda!

 

  • È arrivato il momento della presa di coraggio nei Colli di Luni. Si stanno affacciando nuove leve e c’è una sorta di ricambio generazionale in alcune cantine: è fondamentale che anche i giovani diano il proprio contributo ad un rinnovamento che passi anche attraverso la comunicazione. Non è accettabile che molte cantine non abbiano ancora un sito web decente e non siano presenti sui social. Forza!

 

di MORRIS LAZZONI

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25 Marzo 2019. © Riproduzione riservata