Suvereto è “cugina” di Bolgheri, ma non per questo meno importante. Esiste una specifica DOCG e il territorio è di quelli di grande classe per i vini, rossi soprattutto!

 

Vigneti di Bulichella

 

Suvereto come punto d’incontro tra Bulichella, il Giappone e l’amore per l’Italia

 

All’inizio l’obiettivo non era tanto fare vino, quanto creare una tenuta agricola che fosse il cardine e il fulcro per quattro famiglie divise da Nord a Sud dell’Italia. Tutto parte da Hideyuki Miyakawa, attuale titolare dell’azienda, arrivato in Italia da giovane, in quel 1960 diventato famoso per le Olimpiadi estive di Roma.

Si trasferì a Torino, che non solo lo lanciò nel mondo dell’automobile ( vista la partecipazione in ItalDesign con Giugiaro ), ma lo fece innamorare di una giovane studentessa italiana, Maria Luisa Bassano, in procinto di partire per il Giappone per un viaggio studio. Le tappe successive del rapporto sono il matrimonio nel 1962 ed il definitivo trasferimento a Bulichella trent’anni dopo.

Ti metto anche una foto che per me rappresenta un qualcosa di mitologico: da grande tifoso ferrarista non puoi capire lo stupore nel vedere Hideyuki Miyakawa a fianco del grande Drake, Enzo Ferrari!

 

Ricordi a Bulichella

 

Una passeggiata nei vigneti per iniziare la visita alla cantina Bulichella

 

 

Bulichella ha scelto la viticoltura biologica fin dalla sua fondazione nel 1983, primo esempio nella zona. Il biologico è una scelta di estrema convinzione per Bulichella, tanto è il rispetto del territorio infuso nella produzione di vino! So bene che oggi il termine biologico voglia dire tutto o niente: se sei curioso di saperne di più, qua se ne parla in maniera dettagliata e precisa!

 

Il biologico non è per forza migliore: lo è quando è fatto con criterio. Da Bulichella lavorano bene, per cui puoi stare sicuro!

 

Le uve di Bulichella prima dell'invaiatura

 

 

Lavorare in agricoltura biologica per Bulichella significa mantenere in perfetta forma tutti i 15 ettari vitati che comprendono vitigni internazionali come Syrah, Merlot, Cabernet Franc e Sauvignon, Petit Verdot per i rossi, oltre a Viognier per i bianchi. Ci sono anche buone influenze autoctone nel parco vitigni con Vermentino ed Aleatico che rappresentano gli unici bianchi nell’oceano rosso, di cui fa parte anche il nostrano Sangiovese!

In questa parte della costa toscana che prosegue da Bolgheri e continua sul litorale lambendo la Maremma, i vitigni internazionali hanno trovato una dimora perfetta. Ci sono tanti vini delle zone limitrofe che risuonano nelle orecchi degli appassionati e non: quasi tutti parlano un “dialetto francese”, creato dalla commistione di questi vitigni internazionali piantati su suolo italico. Pardon, toscano!

 

Vuoi un esempio di un’altra azienda sulla costa toscana che lavora molto bene con i vitigni internazionali? Eccoti un grande esempio!

 

Cos’altro devo dirti dei vini di Bulichella? La vinificazione è fatta solo in acciaio, come l’affinamento, in parte svolto in barrique e tonneaux per i vini che la richiedono. L’azienda produce un solo bianco da uve Vermentino: qualcosa mi dice che sia lui quello papabile a fare affinamento solo in acciaio!

 

La gamma vini di Bulichella è come una squadra di Formula 1

Il paragone con le automobili non è proprio buttato là, visto il passato di Hideyuki Miyakawa, che ha occupato gran parte della propria vita a disegnare alcuni tra i più grandi capolavori di design automobilistico. 

Anche la gamma vini di Bulichella sembra disegnata per appassionare e colpire al cuore come la linea di un’automobile bellisisma. Nella gamma trovi vari esempi, come la citycar rappresentata dal TUSCANIO BIANCO 2017, a base di Vermentino, il classico vino fresco d’annata.

Chi vuole un’auto media adatta per la famiglia troverà ciò che cerca nel RUBINO 2016, assiduo frequentatore delle tavole quotidiane di grandi appassionati di vino.

La Spider per divertirsi dalla primavera all’autunno è il COLDIPIETREROSSE 2015, potente, snello e veloce nel muoversi al palato.

Quando invece senti l’esigenza della coupè che ti emozioni tra le curve, allora ti consiglio l’HYDE 2013, fergido esempio di potenza e larghezza al palato.

Ma la voglia di esclusività e grande eleganza la può dare solo una supersportiva come il MARIA SHIZUKO, unico e raro come una vera fuoriserie a tiratura limitata. Ti ho incuriosito con tutti questi paragoni? Basta scorrere in basso e troverai le mie note di degustazione!

 

Questi vini vogliono essere semplici e diretti, ma poi si perdono nel viaggio verso il cuore! Meglio così!

 

 

Gamma vini di Bulichella

 

Tuscanio Bianco 2017 – 100% Vermentino

È un Vermentino in purezza fatto come si deve, visto che i profumi sono perfettamente conformi all’uvaggio. Il Vermentino è un’uva neutra, per cui difficilmente porterà grandi carichi aromatici. Ha finezza olfattiva che spinge su frutti croccanti e fragranti come mela e pera, oltre ad una piacevole spinta erbacea che parla di timo limonato e maggiorana.

In bocca ha una buona sapidità, si contraddistingue per una vena acida che lascia una lunga freschezza, riuscendo a controllare il contributo alcolico. Ha una buona struttura, sa essere largo al palato pur non perdendo il contatto con la discrezione e l’eleganza. Un bel Vermentino di territorio!

 

NOTE SUL VERMENTINO: quando bevi un Vermentino e senti profumi sparati al naso o decise note tropicali, allora non è solo Vermentino. Quelle NON SONO caratteristiche da Vermentino! Forse hanno usati un pò troppi lieviti aromatici o l’hanno tagliato con altre uve e non te lo vogliono dire!

 

Rubino 2016 – Sangiovese, Cabernet e Merlot

Arriva pungente e ben fruttato al naso con una speziatura piacevole e non invadente. Anche l’alcol è preciso, presente ma senza entrare troppo in confusione con l’olfatto. Porta profumi precisi, nitidi e delicati che fanno della piacevolezza e del tratto gentile la loro forza principale. Sento un pizzico di pepe nero, finissimo accenno di tabacco ma poi tanti frutti di bosco e ciliegia marasca che mi avvolgono.

In bocca il tannino ha una giusta dose di astringenza, merito di un trittico di vitigni tutto d’attacco. Non manca anche la sapidità oltre al ritorno deciso delle note fruttate che danno gusto e riempiono bene il palato. Ha una giusta persistenza e resta anche fresco, quindi con una buona salivazione, ma alla fine quella forza decisa del tannino non vuole mollare!

 

Il Rubino 2016 ha le carte per giocarsi un posto sulla tavola di tutti i giorni. È un vino piacevole e godurioso! 

 

Coldipietrerosse 2013 – Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Petit Verdot

Si alza l’asticella della performance e lo senti subito al naso. È più ampio, complesso e fa sentire i primi sentori di balsamico che fanno sempre “importanza”. Mi piace come porta a spasso tutto l’insieme di eucalipto, prugna, ciliegia marasca e mora in confettura, tabacco, bacca di liquirizia, pepe nero e tono erbaceo secco di potpourri. Mi piace perchè è armonico al naso, forse non troppo potente nel portare i profumi, ma al tempo stesso fine e mai invadente.

La potenza la lascia al palato, riportando tutta la pienezza data dai frutti e lasciando un piacevole ricordo amaro, grazie al sentore di china ed evoluzioni che riempiono alla grande. Il tannino è abbastanza levigato, si fa sentire ma non astringe in modo impattante come nel Rubino. È un vino che resta polposo al palato, pieno e un pò caldo per il tono alcolico. Anche la persistenza si fa notare, grazie alla lunghezza di gusto che non lascia facilmente le pareti della bocca: infine non manca quella giusta acidità che lo fa immaginare ben tonico anche a distanza di qualche anno.

 

Dopo la 2013 voglio assaggiare anche la 2015: un confronto in casa è il miglior banco di prova!

 

I grandi vini di Bulichella

 

Coldipietrerosse 2015

L’annata è diversa ed anche il vino: non potrebbe essere diversamente! È più fruttato, anche più giovane nonostante si notino già le note evolutive. I frutti si esprimono al naso già macerati, come sento gli stessi profumi della 2013, ma meno caldi e potenti, quindi più fini ed eleganti.

Al palato è sempre caldo, perchè l’alcol si fa sentire ma gli altri sapori sono più snelli, meno impegnativi come possenza e molto più tonici nel muoversi in bocca. Il tannino è ancora giovane, fresco e con potere astringente ben definito, nonostante abbia di fronte a sè un futuro di grande eleganza. C’è sapidità, molta più freschezza del 2013 e ciò lo rende più equilibrato nell’assaggio: ovvio che cambierà in futuro, ma lo giudico un vino più completo dell’annata 2013.

 

La differenza tra le 2013 e la 2015 è come quella tra un fuoristrada duro e puro ed un Suv un pò modaiolo ma che sa il fatto suo!

 

Hyde 2013 – 100% Syrah

È il vino dedicato al titolare di Bulichella, anima e cuore pulsante della cantina di Suvereto. E come porta bandiera che si rispetti è un monovitigino, da uve Syrah, in modo da rendere ancora più sincero, diretto e coerente il messaggio portato in bottiglia.

È un vino frutto di una macerazione di circa 25 giorni e di un lungo affinamento, che va dai 18 ai 24 mesi in tonneaux e barrique, oltre ad altri 12 mesi in bottiglia. Io sono un amante del Syrah: ecco perché sono affascinato dal mix di carnosità, speziatura e calore alcolico che l’Hyde 2013 di Bulichella porta al naso. Sento anche piacevoli ricordi dolci come cacao, cannella, noce moscata e poi ciliegia marasca matura, cassis e prugna miste a una piacevole spolverata di vaniglia ed alla nota amara del caffè.

Attento però che non sei di fronte ad un vino grossolano, bensì un bel esempio di eleganza e finezza. Lo stesso puoi dirlo al palato: è tannico, astringente, caldo e deciso nel gusto. Poi però ti lascia anche la bocca fresca, una valida salivazione e ti accorgi che, in fondo alla degustazione, sulla lingua resta una minima patina salata.

Quindi? Significa che l’equilibrio c’è, è di gran livello e porta alto il nome di questo vino che unisce a quanto espresso prima anche una persistenza che dura svariati secondi. Pensa che le note speziate e cariche tipiche del Syrah ci sono, riempiono il gusto e danno spessore, ma al tempo stesso chiude con un mentolato fresco che alleggerisce tutto e te ne farebbe ribere ancora!

 

Maria Shizuko 2013 – 100% Merlot

Non ti nascondo che è stato un grande privilegio poter degustare questo vino, pertanto sono grato dello sforzo che la direzione di Bulichella ha fatto nei miei confronti! Sono rimasto ammaliato dal Maria Shizuko fin dal primo secondo. Arriva deciso, pieno, ampio e corposo al naso. Fa capire che non si scherza di fronte a lui e che le qualità di un gran vino sono tutte qua, subito chiare fin dall’inizio!

Il bello è che non lascia a casa l’eleganza e la finezza, qualità ben integrate in tutti i profumi ed in ogni istante, che quasi sfociano in signorilità d’altri tempi. La parte evolutiva portata da tabacco biondo, accenno di liquirizia, traccia amara del caffè, spezie leggermente piccanti e frutti ( ribes nero, prugna e mora ) sono perfettamente inglobati e si dimostrano capaci di sorprendere per eleganza.

 

Il Maria Shizuko è una chimera per Bulichella. Prodotto in sole 600 bottiglie è la massima espressione del Merlot di Suvereto!

 

In tutta l’eleganza spicca una nota erbacea ancora fresca, quasi verde, che ricorda il raspo dell’uva e che fa capire quanto il Maria Shizuko 2013 sia ancora un vino giovane. La coerenza è di casa nella bottiglia del Maria Shizuko 2013 di Bulichella e i risultati si vedono anche al palato. Sento calore, ma anche morbidezza che bilancia il tannino e la sapidità che sono comunque potenti e ben presenti. Il tannino ha corpo e quelle pienezza elegante dei Merlot di gran classe.

Lascia entrare anche la freschezza, sintomo che il vino ha ancora una spalla acida che lo potrà far durare per molti anni a venire. L’eleganza permea ogni momento della degustazione e resto sorpreso anche dalla capacità di coniugare quest’eleganza con un’avvolgenza al palato che lascia meravigliati! In sostanza è un gran vino, raro, ma un gran vino!

 

CURIOSITÀ: la rosa nei vigneti è un’antica tradizione. Si pianta la rosa a capo dei filari per avvisare il vignaiolo di eventuali malattie nel vigneto. La rosa è una pianta delicata e si ammala prima della vite!

 

Vigneti biologici di Bulichella

 

Il mio giudizio sui vini di Bulichella l’ho dato ed è più che positivo. Lascio a te il compito di visitare l’azienda e scoprire la qualità che può offrire. Quando lo farai, lasciati trasportare dall’unione della cultura giapponese con quella italiana, visibile soprattutto nei semplici ma eleganti spazi della cantina ed ancor più nella grande ospitalità offerta!

 

di MORRIS LAZZONI

VinoperPassione

Il vino è semplice da capire, basta avere passione

13 Agosto 2018. © Riproduzione riservata