Ci sono artigiani del vino che stanno facendo grande la voglia di rivincita del vino italiano. Uno di questi “artigiani scatenati” è Paolo della cantina Castelsimoni in Abruzzo!

 

Castelsimoni e il Gran Sasso

 

Castelsimoni e la pazzia di fare vino ai piedi del Gran Sasso

 

Hai mai conosciuto qualche vignaiolo un pò stravagante oppure diverso dai soliti canoni? Aspetta, non sto dicendo che Paolo, il titolare della Castelsimoni, sia un tipo con i rasta, borchie oppure vestito secondo i canoni della moda del 1800. Semplicemente è un forestiero ( della zona e del mestiere ) prestato alla vigna, al vino ed al Gran Sasso. La prima impressione è stata di stupore e di incredulità. Ho conosciuto la sua cantina dopo la lettura del libro Best Wine Stars: sono rimasto affascinato dalla sua storia, per questo motivo ho deciso di incontrarlo.

Dopodichè ho capito di avere di fronte un “pazzo coraggioso” che non ha paura del fallimento e neppure del far diventare possibile ciò che sembra impossibile. Se cos’ non fosse non mi spiegherei come Paolo possa aver lasciato l’Emilia-Romagna per andare in Abruzzo a coltivare terreni su cui fare viticoltura eroica! Se hai altre idee, dimmele pure!

 

Castelsimoni merita attenzione per il coraggio dimostrato impiantando simili vitigni in Abruzzo! 

 

Ti racconto qualcosa sui loro vigneti eroici

Ci vuole coraggio! La sintesi del discorso è questa! Che altro devo dirti quando ci si approccia ad una viticoltura eroica come quella che Paolo e la moglie Manuela portano avanti a Cese di Preturo, una località montana che dista circa 8 km dal centro de L’Aquila.

La viticoltura eroica è frequente anche in altre località italiane, come le Cinque Terre, la Valtellina oppure la Valle d’Aosta: ma come la vedi la storia di impiantare in Abruzzo Pinot Nero, Traminer Aromatico e Riesling Renano? Su due piedi viene da pensare, poi se ti fermi a ragionare e analizzi i dati puoi scoprire cose molto interessanti. Iniziamo!

Intanto il Gran Sasso ha un clima alpino ( con temperature rigide e forti escursioni termiche ) e molto simile a quello che ritrova in Alto Adige, ma anche la morfologia del terreno è simile, visto che è un massiccio dolomitico con tracce calcaree. Scegliere quei vitigni poteva sembrare logico, anche se imprevedibile, perché abituati al clima ed alla tipologia di terreno. Cambia ovviamente la latitudine, ma alla fine ti accorgi che è un particolare decisamente secondario! La prima vendemmia di Castelsimoni è stata nel 2013 e da lì in poi i risultati sono stati in crescendo esponenziale.

 

Vigneti di Castelsimoni

 

Il rispetto della natura da Castelsimoni è fondamentale

Parlando con Paolo mi rendo conto che le sue parole trasudano amore per il vino e per il mondo che lo circonda. Mi parla di come tratta la vigna: in realtà fa ben poco tra i filari, se non tranciare le piante ed occuparsi di raccogliere l’uva al momento della vendemmia. Non fa concimazione e neppure inerbimento, come non c’è traccia di irrigazione e, ovviamente, di nessun tipo di sostanza chimica tranne il rame e lo zolfo, amici intimi della vite.

La sua teoria è quella di non toccare il terreno per non rovinare l’ecosistema presente e per non alterare i rapporti di forza che si creano: in pratica Paolo fa vini naturali, ma senza tutta la scenografia modaiola del momento. Dalle sue parti la sostanza conta molto più dell’apparenza! Non è facile portare avanti quest’idea estrema, ma gli aiuti del clima e del terreno sono fondamentali per la buona riuscita dell’opera.

Il rispetto dell’uva continua anche in cantina visto che Paolo non usa lieviti aggiunti, non usa chimica e non fa filtrazione. I vini sono creati nel modo più naturale possibile, anche a livello di anidride solforosa che non supera mai i 60 mg/l. Paolo ha pazienza nel fare vino, visto che non ha fretta di uscire sul mercato: altrimenti non spieghi la scelta di lasciare per mesi il mosto a contatto con i propri lieviti, oppure per una durata variabile nel legno in funzione dell’annata.

 

Quando credi fortemente nel fare vino naturale non c’è nulla che può farti cambiare idea! Neppure le difficoltà del territorio, del clima e dei vitigni utilizzati.

 

Vediamo i vini di Castelsimoni, c’è tanto da dire

Se sei appassionato di vino forse hai già bevuto un vino da Pinot Nero, ma sono sicuro che mai ti era capitato di berne uno che venisse dall’Abruzzo. Ma vale anche per il Riesling Renano, più tipico in Germania o Austria, oppure per il Traminer Aromatico, che trova nelle vallate dell’Alto Adige e dell’alto Friuli un ottimo habitat. Bevendo questi vini devi azzerare i parametri geografici, cercando di ritrovare i punti di riferimento del vitigno, aldilà della zona di provenienza. Ti posso garantire che assaggiando il Pinot Nero di Castelsimoni non sarebbe strano confonderlo con qualche gemello di Borgogna.

 

Il Pinot Nero 2015 è un grande vino!

 

Castelsimoni Pinot Nero e Riesling Renano

 

Che bello quando avvicino il calice al naso! È croccante, immediato, diretto ma anche ampio e carico di profumi. Ha carattere con quel tocco di ciliegia, mora e ribes uniti a pepe nero, spolverata di noce moscata e fine ricordo vanigliato. Non immaginavo un olfatto così diretto ma al tempo stesso elegante e fine: mi piace e non finisce con quei profumi. Arrivano leggermente dopo una vena di pietra focaia interessante, una nota leggemrente balsamica e tracce di tabacco scuro.

Entra in bocca vivo, con beva facile e riportando tutto il succo fruttato in modo deciso e corpulento. È un vino nervoso, potente ma la tempo stesso elegante. Ha personalità, una valida freschezza e un tannino giusto, preciso e misurato abbastanza da non sfigurare nel contesto generale. È lungo al palato, consistente e con una sapidità che non molla la bocca fino alla fine dell’ultimo secondo di persistenza. In sintesi è un Pinot Nero d’autore!

 

Anche il Riesling Renano 2015 non scherza!

 

Con il Pinot Nero ho perso un pò di certezze enologiche, ma con il Riesling Renano sono andato fuori di testa! Ancora non mi capacito di come si possa pensare un vitigno simile ai piedi del Gran Sasso, ma ancora oggi dico che è stata un’idea fantastica!

Appena avvicini il naso al calice lo riconosci, è lui! Il Riseling divide le opinioni, lo so: ma quando ti piace, allora te ne innamori. E io faccio parte di quelli che hanno gli occhi a cuoricino nei suoi confronti! La 2015 inizia a sviluppare il tipico sentore di idrocarburi che spezza in due la platea, unito ad una nota di pietra focaia e mineralità che sono impattanti e di spessa consistenza. Sento tanta frutta tropicale, mela verde e pompelmo rosa: tutti mi danno sensazione di maturità, pur mantenendo un buon grado di croccantezza.

Al palato riesce a impressionare ancora di più: il Riesling è un vitigno che ha la freschezza e l’acidità come caratteristiche base e questo 2015 di Castelsimoni non è da meno rispetto a certi campioni di categoria. È anche ben sapido, al punto da farsi apprezzare per vari secondi in persistenza. Non cede nulla in eleganza e finezza, ci mancherebbe, altrimenti non ne parlerei in modo così entusiasta. Il fatto che sia potente e deciso al palato non pregiudica nulla in qualità finale. Credo che abbia un buon potenziale di affinamento, viste le qualità e cosa riesce ad esprimere già oggi.

 

Castelsimoni Traminer Aromatico 2015

 

Il Traminer Aromatico 2015 di Castelsimoni mi dà il colpo di grazia alla curiosità!

 

Il giallo dorato intenso è tipico del Traminer Aromatico, come i profumi che mi presenta al naso. Ha una buona potenza aromatica ma non sfocia nell’invadenza che spesso ritrovo in certi traminer del Trentino. Sento frutti tropicali essiccati come ananas e papaya, albicocca disidratata, poi gelsomino, camomilla, fieno secco ed infine pepe bianco a dare piccantezza e brio. La vena alcolica si fa sentire al naso, ma senza coprire gli altri profumi.

I profumi mi seguono per molto tempo e lo stesso comportamento lo ritrovo al palato. Entra potente, quasi viscoso e l’alcol segna il confine della potenza. Perde un pò di aplomb che aveva dimostrato al naso, prima di farmi percepire pesca candita, agrumi essiccati, noce moscata, cannella ed un leggero residuo zuccherino che non disturba l’equilibrio del vino.

È fresco, acido e ben salivante, pur avendo una morbidezza già pronunciata e prevedibile in considerazione del vitigno e dell’annata. È questo suo equilibrio tra le due parti che lo rende godibile: alla salivazione portata dall’acidità corrisponde un filo di oleosità dovuto alla morbidezza.

Come persistenza vince facile, visto che il suo ricordo in bocca dura per molti secondi. Al palato non dimostra la stessa finezza sentita al naso: è un piccolo difetto, del tutto veniale, ma mi ero immaginato una performance ottima, per questo resto un filo sorpreso. Ripeto, nulla di grave, il vino mi è piaciuto comunque!

 

Dopo avere degustato i suoi vini capisco perchè Paolo sia così determinato a continuare il suo sogno!

 

Non perderti l’occasione di provare i vini di Castelsimoni. La produzione è bassa ( intorno alle 10 mila bottiglie ) ma chiama l’azienda se vuoi avere l’opportunità di provarli. Il consiglio che sento di darti è di aprire la mente e di non avere pregiudizi: sei abituato a bere Pinot Nero dell’Alto Adige o della Borgogna? So bene che sono delle certezze di qualità e di grande livello, ma nulla vieta di ampliare gli orizzonti. Sei d’accordo?

 

di MORRIS LAZZONI

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Il vino è semplice da capire, basta avere passione

8 Settembre 2018. © Riproduzione riservata