degustazione alla cieca

 

Sai già come si degusta il vino? Probabilmente si oppure un ripassino non ti farebbe male. Ma ora mi interessa sapere se riesci a fare la degustazione alla cieca del vino. Sai cos’è e come si fa? Non è chiudere gli occhi e bere vino, se te lo stai chiedendo. Significa degustare un vino senza conoscere produttore, nome del vino, tipologia e annata. Difficile? Sicuramente, ma anche stimolante e piena di sfide!

 

DEGUSTAZIONE ALLA CIECA: AGUZZA L’INGEGNO!

 

È questo il bello della degustazione alla cieca: bisogna ingegnarsi per capire il vino e trovare la strada giusta! Ci sono casi in cui anche esperti sommelier ci cascano e sbagliano, per cui non preoccuparti se le prime volte non ci riuscirai.

Pensaci, se non conosci le informazioni base del vino, le devi scoprire affidandoti ai sensi e alla logica. Sai già come farlo? Se si, allora ti saluto e ti auguro buone degustazioni. Se invece hai bisogno di consigli, segui quelli che ti dirò. E se ti servirà come aiuto, allora dimmelo mandandomi un mail di ringraziamento!

 

“APRI LA MENTE E RAGIONA, COSÌ DEGUSTI MEGLIO” 

 

Lo capisci vero che se non hai di fronte agli occhi i soliti riferimenti ( etichetta, dati del vino, prezzo, ecc ) avrai bisogno di altri parametri per degustare, vero? Quindi cosa puoi fare in questi casi? APRI la mente, AGUZZA l’ingegno e RITROVA la capacità di affidarti ai tuoi sensi!

Bisognerebbe farlo in ogni aspetto della vita, ma io non sono un life coach e non ti voglio annoiare su consigli per vivere meglio. Parlo di vino, per cui ti dirò quali sono i segreti e i trucchi per fare una grande degustazione alla cieca del vino.

PRIMA DI INIZIARE PERÒ, UN AVVERTIMENTO…

 

Vale per tutti i professori, tecnici del settore, esperti in tuttologia, smanettoni di Google, quelli che non sanno nulla ma vogliono insegnarti e tipi simili: questa è una GUIDA GENERICA ALLA DEGUSTAZIONE ALLA CIECA del vino. Possono esserci dei casi non compresi, che non si rispecchiano perfettamente in quanto dico e che vanno fuori da queste regole, le classiche eccezioni che si trovano 3 volte su 1000.

LO SO, MA VOGLIO AIUTARE CHI NON SI VUOLE SOSTITUIRE A GOOGLE, ma crede di voler imparare a fare una degustazione alla cieca di un vino. Per cui se alla fine mi devi elencare i tuoi 1000 casi in cui le cose non sono così, ti ringrazio per l’attenzione. L’uscita è in fondo a destra, come tante toilette al ristorante!

 

fatti venire un'idea per la degustazione alla cieca

ECCO I SEGRETI PER LA PERFETTA DEGUSTAZIONE ALLA CIECA

1 – RICORDATI DI USARE LA LOGICA

Conosci il vino e sai come si produce? Tante cose che sai del vino ti aiuteranno nel degustarlo meglio. Se invece hai bisogno di un ripassino, ho già pronta la soluzione. Ecco per te un bellissimo articolo in cui ti dico come nasce il vino e come si fa!

Dalla vigna fino al bicchiere il vino si fa attraverso dei passaggi che devono seguire una conseguenza logica, non dimenticarlo. Conoscere le varie fasi delle vinificazione e dell’affinamento del vino serve per capire meglio il vino che hai di fronte.

Vuoi un esempio? Se vedi un vino bianco con colore giallo verdolino, di media consistenza alla rotazione, con profumi fragranti di fiori freschi e frutti bianchi al naso, ottima freschezza/salivazione e sapidità al palato, che vino sarà? Ti viene da pensare a un vino giovane oppure a un vino bianco che ha già qualche anno sulle spalle?

Non devi dire subito che uvaggio sia, chi è il produttore, qual’è l’annata e il prezzo a cui viene venduto! Ma intanto fatti un’idea che il vino che stai degustando probabilmente è : GIOVANE ( ultima annata o poco più ), ha fatto AFFINAMENTO IN ACCIAIO ( perchè non ha profumi da evoluzione )  e ha ancora POTENZIALE in bottiglia.

2 – VISTA, OLFATTO E GUSTO SONO COLLEGATI

L’essere umano in fondo è una bestia. Dicono che deriviamo dalle scimmie e certi comportamenti che vedo in giro per le strade mi confermano la teoria. A noi però interessa come i nostri sensi possano aiutarci nella degustazione alla cieca di un vino.

Perchè dico che vista, olfatto e gusto sono collegati? Perchè è così, non solo quando si parla di vino ma in generale. Pensa a quando compri un alimento al supermercato o dal fruttivendolo: lo compri per l’aspetto e poi sentirai i suoi profumi e il gusto una volta mangiato. Stessa cosa nel vino: ci deve essere corrispondenza e logica nei passaggi tra vista, olfatto e gusto. Vuoi ripassare la pratica della degustazione? Leggiti un mio articolo scritto per gli amici del blog Edonix!

degustazione alla cieca del vino

3 – PRIMA CONTROLLA SE IL VINO HA DIFETTI ALLA VISTA

Il vino non è difettoso solo se sa di tappo! Se sei al ristorante non stappi tu il vino, ma ti viene direttamente servito nel bicchiere. Altri problemi del vino sono legati al colore e alla sua brillantezza. Ti faccio un esempio!

Hai mai fatto caso che guardando sulla parte superficiale del vino, vedi la luce rifrangersi e riflettersi? Bene, quello è sintomo di buona salute del vino. Se invece vedi un vino opaco o velato in superificie, quello è il primo sintomo di eventuali problemi, più o meno gravi, che possono sfociare fino a versare il vino nel lavandino di casa!

 

⬆ GUARDA LA FOTO SOPRA PER CAPIRE COSA INTENDO ⬆

 

Se invece noti del fondo o residui, a volte potrebbe essere normale per il tipo di vinificazione ( naturale o senza filtrazione ), oppure abbastanza plausibile in caso di vini che hanno avuto molti anni alle spalle. Se invece noti pezzi di tappo, allora incazzati con chi ha aperto la bottiglia: se sei stato tu, fatti una domanda e datti una risposta!

4 – IL COLORE SPESSO RACCONTA IL VINO

Ogni uva si porta dietro un colore diverso. Che significa? Un Pinot Nero avrà una tonalità rosso rubino più leggero e più trasparente del rosso rubino di un Montepulciano o di un Merlot. Fate una prova e capirete cosa intendo. Impara velocemente che ogni uva produce una tonalità di colore differente, così avrai già dei punti fermi da seguire.

Ovvio che anche qua ci sono le eccezioni: ma se sei all’inizio del percorso di conoscenza del vino, basati sui 997 casi su 1000 in cui vale la regola, non sui 3 che sono l’eccezione! Nella degustazione alla cieca basiamoci sulle certezze solide, non sui discorsi portati via dal vento.

ALTRA COSA DA NON SOTTOVALUTARE: un vino giovane ha quasi sempre un colore diverso da un vino che ha qualche anno sulle spalle. Quindi valuta bene eventuali tracce che ti portano a pensare a un vino più invecchiato e nota se ci sono riflessi diversi dal colore principale. Il caso più eclatante è quando degusti un vino rosso che ha un colore rosso rubino acceso ( sintomo probabilmente di gioventù ), rispetto a un rosso granato con riflessi aranciati sul bordo, che fa pensare a un vino che ha avuto un invecchiamento in botte e poi bottiglia. Capito?

 

riattiva l'olfatto per la degustazione alla cieca

5 – LE UVE NON SONO TUTTE UGUALI

Ci sono uve che sono più profumate di altre, le cosiddette UVE AROMATICHE. Quali sono? Alcuni moscati, certe malvasie, il brachetto e il gewürztraminer. Queste uve hanno in natura maggiori profumi e si percepiscono immediatamente nel vino. Non mi venire a dire che non hai mai bevuto un Asti Spumante o un Gewürztraminer! Se l’hai bevuti, ti ricordi dei profumi spinti e potenti che hanno, appunto perchè prodotti da uve aromatiche.

Non bisogna essere scienziati per capire che esistono anche uve non aromatiche, e sono quelle SEMI AROMATICHE o addirittura quelle NEUTRE. La differenza? Dai, che ci arrivi anche da sola/o, ma te la spiego lo stesso! Quelle semi aromatiche saranno profumate ma meno delle aromatiche, mentre quelle neutre non si caratterizzano per spiccati profumati derivanti dall’uva. Vuoi degli esempi? Sauvignon, Riesling  e Glera sono uve semi aromatiche, mentre Nebbiolo, Sangiovese, Vermentino, Trebbiano sono uve neutre.

6 – I PROFUMI SONO DIVERSI: PRIMARI, SECONDARI E TERZIARI

Non sto parlando dell’ordine di arrivo di una corsa. Si tratta solo di dividere i profumi in base alla loro natura e anche qua prova a usare la logica. Rileggi i nomi scritti nel titolo e dimmi a cosa ti fanno pensare. Fatto? Capito qualcosa?

Pensaci un attimo: se i profumi vengono definiti primari, secondari e terziari ci sarà una ragione logica, no? Certo che c’è! I profumi PRIMARI sono quelli propri dell’uva: ti ricordi quando prima si parlava di uve aromatiche, semi-aromatiche o neutre? Ecco la trasposizione di quei profumi nel vino!

I SECONDARI invece? Sono i profumi derivanti dalla fermentazione alcolica. Fino a prova contraria il vino nasce grazie alla fermentazione alcolica: un processo chimico che trasforma il mosto in vino. Oltre a portare alcol sarà responsabile anche di qualche profumo, no? Certo che si!

 

“NOTA BENE: PROFUMI PRIMARI E SECONDARI SONO SEMPRE PRESENTI NEL VINO”

 

Poi arrivano i profumi TERZIARI, quelli derivanti dall’affinamento. Questa è una parte importantissima della degustazione alla cieca! Perchè in base ai profumi che senti, potresti farti un’idea dell’affinamento compiuto dal vino. Ora ti spiego meglio!

Se un vino, bianco o rosso che sia, ha fatto AFFINAMENTO IN ACCIAIO, NON avrà profumi terziari. L’acciaio non cede nulla al vino come sentori aggiuntivi rispetto a quelli che ha quando viene messo al suo interno.

Se invece è stato affinato in botte grande, barrique o tonneau questi materiali CEDERANNO al vino PROFUMI E SENTORI DI VARIO TIPO. Per esempio potresti sentire una nota tostata, accenni di cacao, tabacco, caffè, cuoio, balsamico e tanti altri. Ecco perchè nella degustazione alla cieca è fondamentale capire i profumi: ti aiutano a individuare tipologia, età e affinamento del vino. So che serve pratica! Ma se stai leggendo il mio blog, di sicuro non sei astemia/o!

7 – ABBIAMO DIMENTICATO COME SI ANNUSANO I CIBI. RIABILITA L’OLFATTO!

Su questo punto non ci sono guide o consigli tecnici specifici se non uno solo. Riattiva il tuo olfatto! Che significa mi dirai? Che devi riabituarti ad annusare frutta, verdura, cibi, spezie e tutto quanto ti capita sotto mano.

Nessuno può aiutarti se non inizi a farlo da solo. Capisci vero che non potrai sentire il profumo della ciliegia o della mela nel vino se non le hai mai mangiate o annusate? Non è difficile capirlo, tutti lo capiscono, tutti lo sanno ma in pochi lo fanno. Poi non mi venire a dire che non ti avevo avvisata/o!

 

TI DICO UN ALTRO SEGRETO: FRUTTI E FIORI NEL VINO CI SONO SEMPRE!

 

Quindi vai per logica quando cerchi i profumi nel vino. Prima cerca di capire che FAMIGLIA DI PROFUMI senti e solo dopo vai a specificare il tipo di profumo. Intanto cerca di capire se trovi il FRUTTATO, il FLOREALE, lo SPEZIATO, le ERBE AROMATICHE e così via. Dopo che hai percepito una di queste famiglie, cerca di capire quale frutto, erba , fiore o spezia senti. CAPITO? BRAVA/O, ADESSO PROVA PERÒ!

 

degustazione alla cieca di rosso, bianco e rosè

8 – ORA BASTA FILOSOFIA, IL VINO VA BEVUTO

Diciamo che è da un pò di tempo che il vino viene fatto per essere venduto. Non prendiamoci in giro, la filosofia del vino va bene, ma poi deve essere bevuto e, soprattutto, piacere a chi lo beve. Quindi adesso è il momento ideale per iniziare a parlare di gusto.

Arriva il momento di passare a valutare il gusto del vino. Cosa ti ho detto all’inizio di questa guida per la degustazione alla cieca? SEGUI LA LOGICA e fallo anche in questo caso. Tra olfatto e gusto ci sono dei PASSAGGI LOGICI che possono aiutarti. È molto difificile che un vino che ha meravigliato all’olfatto poi deluda completamente al palato o viceversa. Certo ci può essere un pizzico di differenza nel giudizio, ma non in modo enorme.

È importante al palato cercare la CONFERMA DI QUANTO SENTITO AL NASO. Senti i soliti profumi? Il vino ti “parla” allo stesso modo oppure è sottotono o addirittura meglio di quanto avevi sentito al naso? Valuta tutte queste differenze, ma cerca solo cose che TI CONSIGLIA LA LOGICA.

Se il vino non ha fatto affinamento in legno, non avrà profumi terziari come abbiamo già detto: quindi perchè cerchi le stesse cose al palato? Non potranno esserci, ragiona per logica! Stesso discorso per un vino bianco giovane che ha fatto affinamento solo in acciaio: stai cercando la freschezza e la sapidità? Sono quelle le sensazioni da valutare per prime, non  cercare cose che NON POSSONO ESSERCI ( evoluzione e profumi terziari ).

 

ULTIMO SEGRETO: DAI RETTA AL TUO PALATO, TI AIUTERÀ PIÙ DI QUANTO CREDI!

9 – I PROFUMI SONO IMPORTANTI, MA IL GUSTO DI PIÙ

Quando fai una degustazione alla cieca del vino al palato cerca di basarti sulla tua conoscenza dei vitigni. Puoi aiutarti molto, anche se non basterà a volte per indovinare il vino che stai bevendo. Se non conosci i vitigni, allora devi continuare a fare esperienza, ma ci sono dei trucchetti che puoi usare. Li vuoi sapere?

 

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1° TRUCCO – Vino rosso

Hai valutato il tannino, cioè la sensazione di astringenza che il vino lascia al palato? Certo ci sono vitigni che sono meno tannici di altri ( Lambrusco, Bonarda, Dolcetto, ecc ) ma in generale il tannino è il tratto distintivo del vino rosso.

La sua forza ti indica la gioventù del vino, per cui se un’uva ha la possibilità di mostrare i muscoli del tannino e non lo fa, forse il vino è come una stella cadente. È in fase calante e ha già dato tutto quello che poteva. Soprattuto se bevi vini a base di Sangiovese, Nebbiolo, Lagrein o Sagrantino è normale avere una notevole sensazione di astringenza.

ATTENZIONE ALLA TRAPPOLA: cerca di capire se il tannino sia stato SMUSSATO E INGENTILITO da un affinamento in legno. Dopo anni in legno e in bottiglia il tannino lascia spazio alla MORBIDEZZA, vera nemica del tannino e della sua ruvidità. Quindi prima di dare la sentenza di morte al vino rosso, fai attenzione a questo aspetto.

Aspetta però, il trucco principale nella degustazione alla cieca è il rispetto della temperatura del vino! Ti dò un mano e un consiglio: leggi il mio articolo in cui ne parlo!

 

2° TRUCCO – vino bianco

Anche per il vino bianco c’è una variabile importantissima, l’acidità! Come la puoi misurare? Valuta la salivazione e la freschezza che quel vino ti porta al palato. Più è importante e potente, più il vino sarà piacevole e farà un’ottima impressione al nostro palato.

Ripeto che anche nel caso delle uve bianche, alcune sono capaci di dare maggiore salivazione, mentre altre ne portano meno. Ma l’acidità nel vino bianco resta LA VARIANTE da valutare per capire il suo stato di salute. Se il vino è GIOVANE, allora deve procurare TANTA SALIVAZIONE ed essere FRESCHISSIMO al palato. Se hai un vino affinato in legno, allora la freschezza POTREBBE essere inferiore ( ma dovresti aver sentito prima dei sentori terziari ), mentre se la salivazione è BASSA, forse è il momento di rovesciare quel vino nel lavandino della cucina. Ci sono casi particolari che smentiscono la regola, ovvio, ma il 90% dei casi è così!

bollicine nella degustazione alla cieca

3° TRUCCO – bollicine

Conosci la differenza tra metodo classico e metodo Martinotti? Se dici di no, perdi il mio saluto ma sei sempre in tempo per recuperare. Il mio consiglio è di leggerti una bella spiegazione, poi di tornare qua a capirne qualcosa di più!

Le bollicine vanno di moda, questo si vede nei locali di tendenza. Ma ci sono bollicine e bollicine! Fare la degustazione alla cieca di uno spumante non è molto diversa che nel vino. Bisogna però valutare anche altre cose, oltre a quelle che abbiamo visto finora.

HAI GUARDATO IL PERLAGE?

Non parlo della collana di perle della nonna, ma delle bollicine che vedi nel bicchiere di fronte a te. Dimmi una cosa: sono tante o poche? Sono grandi come quelle di un bicchiere di Coca Cola, oppure sono fini e piccoline? Se hai appena versato lo spumante nel bicchiere, attendi un attimo e dimmi fra un pò se queste bollicine ci sono ancora o sono già andate via. Già da qua abbiamo un’indicazione del prodotto e della sua qualità e potremmo già capire se stiamo degustando un Metodo Martinotti oppure un Metodo Classico.

I PROFUMI SONO SOLO FRUTTI O SENTI ALTRO?

In un metodo Martinotti i profumi saranno perlopiù di frutti, fiori, qualche nota speziata e leggeri ricordi che riportano al lievito. Il discorso cambia nel metodo classico: certo deve essere fatto bene, sennò brancoliamo nel buio. Cosa cambia in realtà? Dovresti sentire maggiore complessità nei profumi, non solo frutti e fiori.

Percepirai note burrose, di crosta di pane, di pasticceria, di miele, di vaniglia, di crema pasticcera e tanti altri. Alcuni champagne o spumanti metodo classico fanno anni o decenni di sosta sui lieviti, è normale che diano un impatto di profumi maggiore di un Prosecco, no? Imparalo in fretta e capirai subito la differenza!

LA PROVA AL PALATO È LA SENTENZA DELLE BOLLICINE

Se non capisci qua la differenza, non so più come aiutarti. Al massimo mi puoi invitare a cena e te lo vengo a spiegare di persona. Al palato la differenza è abissale! Non puoi confondere un metodo Martinotti con un metodo classico, sempre se si parla di prodotti di qualità!

La complessità di gusto e di sentori del metodo classico è troppo superiore per cadere nella trappola della confusione. Le bollicine in bocca saranno fini, cremose e spumose ben più di un metodo Martinotti. Infine il gusto sarà più lungo e persistente al palato rispetto al fantomatico Prosecco. Hai capito? Anche se non ti vedo, fammi un cenno con la testa!

10 – RESTA CONCENTRATO! SE NON LO SEI, VAI A FARE DUE PASSI

Mi sembra che quando si parla di degustazione alla cieca di un vino non si parli di una cosa semplicissima. Se non sei concentrato o non ne hai voglia, non fare nessuna degustazione alla cieca! Mica sei obbligato.

Diventerebbe ancora più difficile di quanto è, te lo garantisco. Avrai capito che serve concentrazione, attenzione e voglia di mettersi in gioco.

Sei arrivato alla fine della mia guida per la degustazione alla cieca di un vino. Ora hai capito meglio come fare? Spero di si e che seguirai i miei consigli. Se ritieni che questa guida sia utile, CONDIVIDILA SUI SOCIAL. Dai la possibilità anche ai tuoi amici di capire come fare!

Se invece non seguirai i miei consigli e farai di testa tua, che ti devo dire? Buona fortuna ma seguimi comunque!

 

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di MORRIS LAZZONI

VinoperPassione

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16 Marzo 2018. © Riproduzione riservata