Incontrare Rossella di Fattoria di Bacchereto è stato un grande onore! Oltre ad essere una donna piena di carisma è anche una fautrice della biodinamica nel vino più di tanti altri guru inventati new age!

 

Villa di Fattoria Bacchereto

 

Fattoria di Bacchereto e la biodinamica di Carmignano

Quando arrivi a Bacchereto incontri subito la bellissima casa colonica che si erge fiera a guardia dei vigneti, del parco e degli altri casolari ad uso agricolo. Ti sembra di entrare in una nuova dimensione fatta di modi genuini, schietti e che erano in uso decenni fa tra le persone che sudavano per raccogliere i frutti dalla terra. Intorno alla villa principale ci sono altri fabbricati, un tempo dimore dei mezzadri che coltivavano le terre circostanti: oggi sono case per turisti, visto che oltre a vino ed olio Fattoria di Bacchereto è anche un’azienda agricola ed un agriturismo.

Sono spesso alla ricerca di emozioni vere, sincere e che escano dai canoni ingessati del “troppo glamour” che vedo in certe cantine vinicole, diventate ormi più showroom fashion che produttrici di vino. Da Fattoria di Bacchereto non è cosi, i canoni sono diversi, direi quasi più ruspanti!

Vuoi un esempio di quello che intendo? Una volta arrivato alla fattoria attendo che Rossella si liberi dalle faccende, mi accoglie, mi saluta e riscappa subito: deve coordinare gli operai che stanno mettendo la rete intorno ai vigneti come protezione dai cinghiali. Secondo te mi ha dato fastidio tutto ciò? Assolutamente no ed ho apprezzato molto più questo atteggiamento tuttofare che la rigida precisione asettica di altre cantine ben organizzate.

 

Qua a Bacchereto puoi veramente imparare cosa sia la biodinamica nel vino

 

Ci sono molte aziende che fanno biodinamica nel vino e noi italiani abbiamo ancora molto da imparare dai cugini francesi. Lo so che sono sempre in mezzo alla balle, ma che ci vuoi fare se in regioni come la Borgogna o la Valle della Loira la biodinamica è quasi un’ossessione religiosa?

Qua sulle colline della Fattoria di Bacchereto la biodinamica s’è sempre fatta, o almeno da quando si è deciso di fare sul serio con il vino per iniziare a venderlo. Il nonno di Rossella ha comprato la tenuta nel 1920 ma le origini sono molto più antiche. Qua i Medici avevano la residenza di caccia già nel 1626, visto che l’area di Carmignano ( assieme a quella di Montalbano ) erano considerate le zone del cosiddetto “Barco Reale”.

Esistevano mura di confine, lunghe circa 52 km, che delimitavano il Barco, all’interno del quale era compresa anche l’attuale tenuta di Fattoria di Bacchereto. I ricorsi storici non finiscono qua, visto che la zona di Carmignano venne indicata da Cosimo III dei Medici nel suo editto del 1716 come una delle più pregiate per la produzione di vino in Toscana.

Capisci adesso che legami ci sono in questa terra? Con tutta questa storia era ovvio adottare tecniche e procedure che la rispettassero al massimo: ecco perché la scelta della viticoltura biodinamica era d’obbligo! Qui la parola assume un significato vero, preciso e nitido: non c’è la volontà di fare nessun tipo di operazione che possa snaturare le uve che arrivano in cantina e te ne accorgi non appena provi i loro vini.

 

Vigna di Fattoria di Bacchereto

 

Gli ambienti e le cantine sono emozionanti

 

La storia abita a Bacchereto! Altrimenti non mi spiego come sia possibile meravigliarsi di ogni singolo angolo della struttura che, nella sua pur semplice architettura, riesce a rendere lo sguardo del visitatore attratto dalla storia che trasmette ogni stanza. È così per la stanza di affinamento del Vin Santo, per la barriccaia o più semplicemente per le sale degustazioni o la cucina. Giusto per farti ingolosire, condivido il video del fuoco: è stato utilizzato per fare delle bruschette con passata di pomodoro casereccia ed olio extra vergine della tenuta. Una bontà unica! La foto di quelle non c’è, ero troppo impegnato a mangiare!

 

 

Ti lascio anche qualche dato riguardante i vigneti: sono 8 ettari, divisi tra quelli disposti nelle immediate vicinanze  della villa, mentre la parte più antica ( che ha circa 50 anni ) è posta a qualche centinaio di metri di distanza. La gran parte dei vigneti invece è abbastanza recente, con il Cabernet impiantato nel 1994 ed il Sangiovese nel 2004. Non sono ammessi diserbanti, pesticidi e concimi chimici nell’agricoltura biodinamica, tantomeno lo ammette la coscienza di Rossella: è una vera lady di ferro che non ammette compromessi quando si parla di fare vino buono!

 

Barriccaia Fattoria di Bacchereto

 

RICORDA: fare vino biodinamico non significa creare vini difettati o che guardano alla moda! La biodinamica non è un gioco, ma un’arte ed una manifestazione d’affetto per la terra e la vigna!

 

Una volta in cantina l’uva è trattata da regina!

 

Il lavoro di Fattoria di Bacchereto continua poi in cantina, dove il mosto diventa vino nel cemento, per poi continuare l’affinamento prevalentemente in tonneaux da 350 litri. Il resto affina in barrique, utilizzate anche per i travasi e gli spostamenti delle masse. Come per ogni vino biodinamico che si rispetti non si usano lieviti selezionati, ma si procede alla fermentazione usando i lieviti indigeni. In questo contesto diventa molto importante la vinificazione separata delle parcelle di vigneto: solo così è possibile controllare l’evoluzione di ogni tonneaux e verificare se il vino all’interno è ritenuto adatto o meno alla produzione del Terre a Mano Carmignano Docg.  Altrettanto vero è che il vino non è sottoposto a chiarifiche o filtrazioni per portare in bottiglia il messaggio partito dalla vigna: corrispondenza con il territorio e rispetto della natura prima di ogni altra cosa!

 

Cantina Fattoria di Bacchereto

 

Le origini di Carmignano e della tradizione del vino

 

Prima di passare al racconti dei vini vorrei darti qualche informazione in più riguardo al disciplinare di produzione del Carmignano Docg. È un caso unico in Toscana ma nel Carmignano sono ammesse anche un 20% di uve Cabernet Sauvignon o Franc come parte integrante dell’uvaggio del vino. Ovvio che può sembrare strana come percentuale ( essendo molto più alta di altre zone vinicole toscane ), ma sembra che il Cabernet a Carmignano fosse già diffuso al tempo dei Medici. Cosimo III era un appassionato botanico e si dà a lui la responsabilità dell’introduzione del vitigno all’interno dei confini del Barco Reale.

Alcuni scritti parlano di una tradizione vinicola ancora antecedente: sembra che già Giulio Cesare regalò le terre vitate di Carmignano ai veterani della guerra come ricompensa del servizio militare. Sai che gli attuali nomi di Bacchereto e Artimino derivano da Baccus e Artemius? Se già i Romani e i Medici avevano visto grandi potenzialità per il vino qua a Carmignano, chi vogliamo essere noi per ignorare questa zona?

 

Sala degustazione Fattoria di Bacchereto

 

I vini di Terre a Mano sono il simbolo dell’amore per la natura tramandato da generazioni

 

Vini di Fattoria di Bacchereto

 

Terre a Mano 2015 Carmignano DOCG – 1° tempo

 

Inizio col dire che non esiste un periodo preciso di affinamento per il Carmignano Terre a Mano. Di solito compie almeno 12 mesi in legno e poi continua l’affinamento in bottiglia, ma questo percorso è variabile in funzione dell’annata. La 2015 è ancora troppo giovane per esprimersi come vorrebbe, ma si intravedono già le doti del gran campione.

Sono di fronte a un vino che ha circa il 75% di Sangiovese con il restante 25% diviso tra Canaiolo Nero e Cabernet Sauvignon. Mi piace per i profumi carnosi, polposi e croccanti che mi porta al naso. Ritrovo la vena ematica, quasi ferruginosa, che amo sentire nei Sangiovese che hanno carattere da vendere.

Questi frutti polposi mi raccontano di una ciliegia marasca fresca, di un ribes nero carico di colore e di una mora vivida e lucente come appena colta. Si mescolano a pepe nero e chiodi di garofano, che arrivano prima che mi accorga delle erbe secche, del tabacco scuro, del cacao amaro e della polvere di caffè. Sembra quasi che sia una partita al naso, giocata tra le note dolci dei frutti in contrapposizione con le sfumature noir evolutive. C’è anche la pungenza dell’alcol che non riesce a nascondere la sua natura.

 

Carmignano Terre a Mano

 

Terre a Mano 2015 Carmignano DOCG – 2° tempo

 

Ma eccolo che arriva al palato e ora c’è da divertirsi! Sono un amante del Sangiovese e qua lo trovo intatto e amico vero di ogni toscano purosangue. Arriva subito il tannino e porta astringenza forte, decisa e ruvida. Non è un difetto, ma una caratteristica del Terre a Mano 2015 che ha bisogno di riposo e pazienza per tirare fuori il suo lato migliore.

Non c’è spazio per la morbidezza in nessun momento della degustazione, mentre mi piace la sapidità che, dopo qualche secondo, si unisce alla trama tannica. La coerenza abita nel calice del Carmignano di Fattoria di Bacchereto visto che noto la stessa croccantezza dei frutti già percepita al naso. Ma è una croccantezza più calda e matura, che lascia passare anche un piccolo ricordo di sottospirito: l’alcol è presente anche al momento dell’assaggio.

In tutto questo valzer di sensazioni trovano uno spazietto anche la freschezza e l’acidità, altrimenti che Sangiovese di razza sarebbe? Unita al tannino crea l’idea di un vino che avrà lunga vita di fronte e che non mollerà facilmente la presa, in virtù della grandezza a cui è destinato. In bocca comunque si muove leggero, lasciando una sapidità limacciosa e si fa godere per una lunga persistenza.

 

Terre a Mano Sassocarlo 2016 – 1° tempo

 

Nella foto più in basso potrai notare il colore giallo carico del Sassocarlo, figlio sia di una vendemmia con uve surmature sia di una fermentazione a contatto con le bucce. Il risultato? È un vino diretto, sincero ma anche di buona espressione aromatica sia al naso che al palato. Il Sassocarlo 2016 è creato da un 80% di Trebbiano Toscano e dal restante 20% di Malvasia del Chianti, pertanto due vitigni neutri e non particolarmente aromatici.

Ma i profumi al naso del Sassocarlo 2016 non mancano, per merito della macerazione sulle bucce che le uve compiono per circa 4/5 giorni. Pesca gialla, mela golden e scorza di pompelmo mi lasciano un ricordo di frutti maturi e pieni di polpa succosa, quasi dolci nella loro maturazione. Il tenore alcolico si fa sentire, come camomilla e fieno secco che contribuiscono alla possenza dei profumi. L’amalgama è rotonda, precisa e non fa mai mancare la giusta finezza e la spiccata personalità da bianco d’autore.

 

Terre a Mano Sassocarlo

 

È un vino carnoso e pieno che al palato riempie con tanta materia, sostanza e sapidità. Ha una buona freschezza, fa salivare grazie al tratto agrumato comunque intenso, ma cerca di bilanciare anche con una punta di morbidezza che non guasta. All’assaggio riporta tutti i profumi sentiti al naso, compresa la loro tridimensionalità esplosiva che si deposita sulla lingua.

Mette voglia di essere bevuto, non stanca e non affatica il palato nonostante abbia una struttura quasi da rosso, a causa anche di un minimo ricordo tannico che si deposita sulle gengive. Chiude in bellezza con una persistenza e una lunghezza di gusto che lo rendono adatto anche ad interessanti affinamenti in bottiglia!

 

Io sono stato accolto come un re a Fattoria di Bacchereto! Sono certo che anche a te dimostreranno la stessa ospitalità! Vai a trovarli, non te ne pentirai!

 

di MORRIS LAZZONI

VinoperPassione

Il vino è semplice da capire, basta avere passione

22 Agosto 2018. © Riproduzione riservata