MONTEMAGGIO: IL CHIANTI DA UN ALTRO PUNTO DI VISTA

 

Il Chianti è una regione affascinante, non ci sono dubbi. Rappresenta un pò l’anima antica e più conosciuta della Toscana vinicola. È il nome e il vino toscano internazionale per eccellenza, con una derivazione anglosassone che lo ha trasformato nel “Chianti Shire”, in virtù di una predilezione da parte del popolo inglese per questo lembo di terra. Anche Montemaggio si inserisce bene in questo solco, vista che la proprietà dell’azienda è “forestiera”.

Il Chianti non è tutto uguale, è una regione ampia che presenta le proprie differenze sia a livello ambientale che vinicolo. Ovviamente non ho scoperto l’acqua calda, magari lo sapevi già, ma meglio ribadirlo per far capire quanto un vino proveniente da Radda in Chianti possa differenziarsi da uno di Gaiole in Chianti, piuttosto che di Castelnuovo Berardenga.

 

La diversità del Chianti Classico è quasi unica al mondo! Ogni collina presenta condizioni diverse e terreni diversi: è questa la sua bellezza!

 

Il punto di vista di Montemaggio è privilegiato, direi “altezzoso”, ma non per la mancanza di gentilezza e ospitalità quanto per l’altezza rispetto alla media del Chianti, che arriva fino a 580 m.s.l.m. Questa posizione è unica nel panorama limitrofo e si ritrovano gli effetti di questa posizione in vigna, visto che clima e posizione influiscono sulla vendemmia.

 

MONTEMAGGIO, MAGIA A RADDA IN CHIANTI
Veduta di Fattoria di Montemaggio | www.vinoperpassione.com

NATURA, CURA PER IL DETTAGLIO E CLASSE

Appena arrivi a Montemaggio entri in una piccola ma curatissima dimensione umana, in cui l’attenzione per il dettaglio e l’ambiente circostante ti avvolgono in un caloroso benvenuto. Spicca in fronte il Monte Maggio, appunto, che dà il nome alla tenuta vinicola oggi di proprietà di Valeria Zavadnikova, giovane proprietaria di origini russe che, dopo un soggiorno a Londra, ha trovato in Italia, precisamente nel Chianti, la giusta dimensione per seguire il proprio sogno di produrre vino. Ha trovato anche la “spalla ideale” in Ilaria Anichini, agronomo e fiorentina verace che, dopo avarie esperienze professionali all’estero, ha realizzato il chiodo fisso di poter lavorare nell’amato Chianti Classico.

 

MONTEMAGGIO A RADDA IN CHIANTI

 

Anche le vigne rappresentano un esempio di cura sopra le righe, con colture di cavoli e verze intorno ai filari che, uniti all’agricoltura biologica, al massimo rispetto per il vino e all’affinamento lungo in botti grandi, contribuiscono allo stile elegante dei vini di Montemaggio. In vigna si fa sovescio di leguminose, graminacee e brassicacee che rendono il terreno, perlopiù composto da galestro con parte di alberese, ad essere più predisposto a produrre grandi uve. Si compie anche un’attività selettiva e competitiva nei confronti degli insetti, per creare una “confusione sessuale” tra le varie specie col fine di proteggere le piante da eventuali attacchi.

DA MONTEMAGGIO IL SANGIOVESE È ANCORA FATTO ALL’ANTICA

 

Con questo titolo non voglio dire che non si facciano moderne operazioni di cantina, per carità. Diciamo che a Montemaggio piace trattare il Sangiovese come dovrebbe essere trattato, cioè in botte grande. L’uva sovrana della regione di Dante ama il legno, vero, ma di quello grande, che si misura in ettolitri e non in semplici litri. Ci sono tanti esempi di ottimi, anzi eccellenti, Chianti Classico affinati in barriques ma la naturalezza e la magia dell’atmosfera di Montemaggio richiamano la bellezza e il fascino delle botti grandi.

Ovviamente la vendemmia a Montemaggio è effettuata a mano, sia per le basse quantità di bottiglie prodotte ( circa 35-40mila ) sia per la qualità che può offrire. Solo una cernita manuale permette di avere i migliori risultati una volta portata l’uva in cantina. Li avviene la seconda cernita, sempre ad opera degli operatori, che fanno un ulteriore selezione dei migliori grappoli da pigiare.

 

TECNICHE DI VINIFICAZIONE DI MONTEMAGGIO

 

Si cerca di limitare l’uso della solforosa in vinificazione, con l’aiuto di ghiaccio secco che abbatta la temperatura del mosto, e di usare il più possibile solo i lieviti indigeni, adoperando sulle uve una pressatura soffice per eliminare i tannini in eccesso. Vengono usati tre differenti tini per vinificare: acciaio, legno e cemento per poi affinare tutto il mosto all’interno delle grandi botte che citavo in precedenza.

Anche le operazioni di rimontaggio e frollatura sono effettuate con estrema cautela per evitare che il vino possa perdere la propria integrità alla voce profumi ed eleganza globale. Proprio questo tratto elegante e fine è il segno distintivo dei vini di Montemaggio. L’origine parte da lontano, precisamente dall’alta posizione delle vigne, che si integra alla perfezione con il galestro che compone il terreno, fino alle naturali e delicate tecniche di cantina.

Alla fine condisci il tutto con lunghi affinamenti in botte grande per aspettare che il vino compia tutta la propria evoluzione ed ecco che si raggiungo i risultati che leggerai tra poco.

 

I VINI DI MONTEMAGGIO
Gamma vini Fattoria Montemaggio | www.vinoperpassione.com

Un’ultima precisazione prima di passare al racconto di alcuni vini degustati. Non ti sei chiesto da dove derivi l’origine dell’etichetta di Montemaggio? La figura femminile, rappresentata da una donna etrusca, sintetizza l’essenza dell’azienda, portata avanti da Valeria e Ilaria, con il gusto e la tenacia tipica delle donne che vogliono realizzare i propri obiettivi.

RICORDO DEL VINITALY 2017

Avevo già conosciuto Montemaggio in occasione del Vinitaly 2017. L’invito era per una verticale di degustazione di varie annate di Chianti, Chianti Classico e Gran Selezione. Ti riporto il mio articolo in cui parlo della degustazione completa in modo che tu possa avere una panoramica più ampia. Se invece vuoi leggere il reportage dell’azienda Montemaggio, clicca sul banner sottostante e troverai un estratto del mio articolo e degli altri blogger presenti.

CHIANTI CLASSICO 2012

È il “bimbo” di casa, l’annata in corso di vendita che compete con la classe 2015 oggi generalmente sul mercato. Ovviamente non faccio paragoni con annate più giovani, ma serve solo per ricordare quanto sia più lungo rispetto alla media l’affinamento da Montemaggio.

Ha un rosso rubino leggermente meno carico di colore e con lievissimi riflessi aranciati sul contorno. Si presenta al naso con decisa intensità che non manca di lasciare spazio a un bel corredo di profumi: ciliegia matura, lampone, ribes, cannella, polvere di caffè e fine tabacco biondo a dare un pizzico di tostato. In ogni caso è fine, preciso e non muove fuori dai confini dell’eleganza, pur sempre giovanile, che lo caratterizza.

Anche in bocca si muove elegante, pur dimostrando un deciso calore anche in virtù dell’annata che ha quasi un lustro dalla vendemmia. Non ha la freschezza che connota, spesso fuori luogo, alcuni Chianti Classico di recente annata per cui lascia ben spazio al tannino, facendolo esprimere su contorni fruttati, eleganti e con una soffice trama sapida di contorno.

Anche in bocca dimostra intensità, corpo, pienezza che si esprimono ad ottimi livelli che si riscontrano in una più che valida persistenza che chiude la degustazione con piacevoli ricordi sapidi e tannici.

 

CHIANTI CLASSICO RISERVA 2010

Iniziando dal colore si rinviene maggiore carica d’intensità cromatica che si sposta su tonalità che virano al granato piuttosto che al rubino. È giustamente evoluto e carico di sensazioni rispetto al 2010, con un generale “tono noir” che riporta alla mente liquirizia, foglie di tè nero, frutti di bosco ed un balsamico corposamente pungente, così come il solco peposo successivo lascia intendere.

Alza l’asticella delle sensazioni e dei profumi rispetto al 2012, pur non perdendo in eleganza e capacità di muoversi dentro spazi fatti di finezza e buona educazione. Mantiene tutte queste promesse anche al palato, pur dimostrando una bocca maggiormente calda, sapida, che ha un tannino con fare leggermente terroso che non riesce, comunque, a rovinare quel cenno di sensazione setosa che si porta in dote.

 

Il Chianti Classico Riserva 2010 ha una struttura fatta di eleganza e nobiltà che lo rendono spettacolare!

 

Continua speziato e senza dimenticare il ricordo ferruginoso/ematico tanto caro al più vero ed integerrimo Chianti Classico, sempre lasciando una piacevole piccantenza che non guasta l’equilibrio tra calore e tannicità. Arrivano e ritorano più volte i frutti macerati, schiacciati nella loro polpa che aumentano la sensazione di struttura, aprendo le porte alla durata lunga e piacevole di una persistenza sopra la media tipica.

Ha stile, sa come farsi compiacere, ma sempre senza inutili ammiccamenti che snaturino la sua vera essenza. In poche parole un vino sincero nella sua integrità, che fa di eleganza e nobiltà territoriale le sue migliori carte.

 

CHIANTI CLASSICO RISERVA 2004

In questo caso aumenta l’ampiezza di tutte le sensazioni percepite. È un enciclopedia di belle e ben definite sensazioni sia olfattive che gustative. Il colore inizia a stupire fin da subito con il suo tono granato evidente, quasi inconfondibile. Al naso è ampio, profondo, quasi non lo volesse lasciare facilmente una volta catturato nella propria trappola odorosa.

È un insieme di belle sensazioni, peraltro ancora nitide, decise e ben consapevoli di poter stupire al primo colpo. Balsamico che ricorda l’eucalipto, tratto ematico deciso e ben rinvenibile, cioccolato, tabacco scuro, frutti di bosco macerati, liquirizia e un corredo infinito di spezie.

Anche in bocca è ben sapido, caldo, con una buona morbidezza di base e, soprattutto, con un tannino ancora presente ma in particolar modo elegante. È pieno, ha struttura da vendere, un carattere riconoscibile e ben delineato nella solco della finezza generale.

Chiude terroso, con un tannino che ancora vuole dire la sua per non farsi dimenticare e far credere di essere finito. Ha persistenza, lunghezza di bocca, non lascia facilmente il palato con la sua sapidità e mineralità che sono tutt’altro che affievolite.

VISITA FATTORIA DI MONTEMAGGIO

INGRESSO DI MONTEMAGGIO A RADDA IN CHIANTI

 

Non è uno spot pubblicitario, non sono a libro paga di Montemaggio ma semplicemente i miei racconti delle visite alle cantine sono permeati anche di emozioni e di sensazioni. Quelle che ho percepito a Montemaggio mi hanno colpito per la  loro sincera espressività. Sono certo che non te ne pentirai e ti lascio immaginare, dopo aver visto le foto, come si possa presentare la tenuta di Montemaggio in periodo primaverile.

A proposito, ringrazio Ilaria per la precisa, attenta ed appassionata del lavoro che la proprietà, lei ed il suo team portano avanti alla tenuta. Grazie!

INFO: FATTORIA DI MONTEMAGGIO | RADDA IN CHIANTI (FI) | www.montemaggio.com

 

di MORRIS LAZZONI

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Il vino è semplice da capire, basta avere passione

17 Dicembre 2017. © Riproduzione riservata