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Domenica 17 Ottobre ho partecipato alla terza giornata del Terre di Pisa Food & Wine 2021, kermesse che ritorna a far parlare del territorio delle Terre di Pisa e dei suoi prodotti dopo uno anno di stop causa Covid. La location di quest’edizione è stata Piazza Vittorio Emanuele II, che ha visto l’alternarsi di stand di espositori di prodotti tipici tra vino, olio, miele, salumi, formaggi ed altri provenienti dalle zone comprese nella denominazione pisana.

Ho dedicato la mia giornata alle Masterclass, organizzate all’interno della Salone Borsa Merci della Camera di Commercio di Pisa, inerenti alcuni capisaldi della produzione vinicola della zona. La Masterclass del mattino è stata guidata in video conferenza da Aldo Fiordelli ( corrispondente per l’Italia di Decanter e giornalista de L’Espresso ) e verteva sul tema “La DOC Terre di Pisa – alla scoperta della nuova denominazione”. La sessione pomeridiana invece è stata guidata da Vittorio Faluomi della delegazione Fisar di Pisa a tema “Le denominazioni: Chianti DOCG e Montescudaio DOC”.

Mancavo da tempo da questa manifestazione, avendo partecipato qualche anno fa, e volevo verificare in prima persona lo stato di salute di alcuni dei vini delle Terre di Pisa. Intanto credo sia opportuno ringraziare Claudia Marinelli di DarWine&Food e la Camera di Commercio di Pisa per avermi invitato tra gli esponenti della stampa di settore: non potevo di certo rimandare l’appuntamento, che mi è servito anche per aggiornarmi sulle nuove annate.

Terre di Pisa Food & Wine 2021: un evento che accende i riflettori su alcuni areali vinicoli che stanno sbocciando

L’appuntamento alla Camera di Commercio di Pisa è per le ore 11, dove incontro Claudia ed altre facce conosciute con cui condivido momenti di degustazione in giro per l’Italia. I banchi ed i calici sono pronti, mentre il personale termina gli ultimi controlli audio/video per far sì che tutto vada come previsto: Aldo Fiordelli parlerà in video conferenza dal Vinitaly di Verona, per cui è opportuno verificare ogni singolo passo per scongiurare eventuali problematiche.

L’elenco dei vini in degustazione prevede undici rossi, tutti rientranti all’interno della DOC Terre di Pisa, a base perlopiù di Sangiovese oppure di vitigni internazionali: ho notato qualche intruso come Canaiolo, Colorino e Malvasia Nera, ma il gioco vero è per gli attori citati poc’anzi. Le annate spaziano dalla 2019 alla 2016, così come gli affinamenti: dal “semplice” acciaio fino a legno, cemento od anfora.

Claudia Marinelli durante la Masterclass di Terre di Pisa
Claudia Marinelli durante la presentazione della Masterclass di Terre di Pisa

Ammetto che per alcuni di questi vini era la mia prima volta, al netto di altri che invece conosco da tempo: penso per esempio al Maurleo di Pietro Beconcini, al Frasca di Varramista oppure al Ceppatella di Fattoria di Fibbiano. Da anni c’è fervore in queste zone, essendo presenti esempi di avanguardia architettonica, come la cantina di Podere La Chiesa, oppure esempi di caparbietà agricola naturale portata avanti da Tenuta di Ghizzano. Ho ritrovato dopo un pò di tempo i vini di Usiglian del Vescovo, che se non erro ebbi modo di bere all’Anteprima vini della Costa Toscana di un paio di anni fa. Mi hanno sorpreso invece i vini di Castelvecchio, in positivo ovviamente, così come mi ha accolto subito confortante l’assaggio di Le Palaie.

Aldo Fiordelli guida la Masterclass a Terre di Pisa 2021
Aldo Fiordelli in video conferenza per la guida della Masterclass

Le Palaie “Gatta Ci Cova” 2019 – Sangiovese e Merlot

Polposo, dolce e speziato al naso a cui si aggiungono lievi ricordi mentolati. In bocca è carnoso, vibrante e poco tannico, lasciando freschezza, salivazione e finale piacevole. Il primo vino ma già una buona sorpresa.

Pietro Beconcini “Maurleo” 2019 – Sangiovese, Malvasia Nera e Colorino

Frutti neri e liquirizia aprono al naso, seguiti da chiodi di garofano, spezie dolci e note di macchia mediterranea. In bocca invece è un misto tra arancia sanguinella e mora, con un tannino presente ma che non prevarica freschezza ed acidità. Buona sapidità finale.

Castelvecchio “Le Colline” 2018 – Sangiovese

Ricordi ematici da Sangiovese prima di frutti neri maturi e fiori appassiti, per proseguire con sentori di tabacco dolce. All’assaggio ha un tannino dentro i ranghi di compostezza, poi movenze acide e fresche invitanti e frutti ancora ben croccanti al gusto pur con carattere ruvido. Finale deciso e di buona persistenza.

Podere La Chiesa “Le Redole di Casanova” 2018 – Sangiovese e Canaiolo

Ha un colore più scuro di altri e si mantiene tale anche nei profumi: mora e prugne polpose, viola e ricordi di cacao. In bocca sembra morbido, mentre avvolge il palato con un tannino fitto: insieme bloccano l’allungarsi dell’acidità, facendo prevalere la sua anima scura data da tabacco ed inchiostro.

Tenuta di Ghizzano “Mimesi” 2018 – Sangiovese

È tenue nei profumi ma nitido, grazie a melagrana e ciliegia che precedono sfumature erbacee secche e balsamiche: solo dopo arriva un ricordo di pepe nero che dona piccantezza e brio. In bocca è leggermente spigoloso, vigoroso nella portata delle sensazioni, in cui regnano vivacità e croccantezza del frutto. Chiude secco al palato, con tannino fitto e scuro come un sigaro spento.

Nel bel mezzo della Masterclass Terre di Pisa Food & Wine 2021
Calici di vini delle Terre di Pisa

Castelvecchio “Massima Felicità” 2018 – Sangiovese e Cabernet Sauvignon

Rotondo al naso con ricordi di cioccolato, prugna essiccata, ciliegia sotto spirito e cuoio. Ha tanti profumi ed è impossibile non accorgersi della sua veemenza olfattiva. In bocca ha un passo meno dinamico di altri, perché ha vigore e corpo da vendere: il tannino all’inizio sembra smorzato e poi ritorna, mentre l’acidità è meno percettibile.

Usiglian del Vescovo “Il Barbiglione” 2017 – Syrah, Cabernet Sauvignon e Merlot

Ha carattere al naso, presente nei profumi ma sempre nitido in finezza. C’è verve speziata, ribes e mirtillo e la dolcezza dei profumi è stoppata solo da un sentore affumicato di legno. Al palato si sente che è un vino caldo in cui alcol è più percettibile di altri, nonostante un bel gioco a due tra tannino e acidità per il secondo posto tra le sensazioni.

Varramista “La Frasca” 2017 – Sangiovese, Merlot e Syrah

L’ampiezza erbacea e mentolata reggono il confronto con i frutti neri maturi, le note di sottobosco, il cuoio e la liquirizia. Al palato c’è equilibrio tra corpo, complessità e spalla acida in un quadro di bel dinamismo. Noto un tannino largo che aumenta la sostanza ed una piacevole sapidità a sostenere il finale lungo ed elegante.

Fattoria di Fibbiano ” Ceppatella” 2017 – Sangiovese

Spezie dolci, festival di frutti maturi e densi, cioccolato fondente, ginepro, caramello e fiori appassiti. Bastano come profumi? In bocca è pieno, solido e con notevole struttura di gusto. Il tannino è muscoloso, così come la trama alcolica è ben percepibile. Il finale è scuro ed astringente a scapito della scorrevolezza e della freschezza.

Badia di Morrona ” Vigna Alta” 2017 – Sangiovese

Ematico e pungente fin dai primi momenti, poi fiori secchi, frutti ancora aciduli per chiudere con spezie piccanti e note secche del legno. In bocca è stretto, entra preciso così come non si allarga e non si scompone mai. Il tannino è agrumato e fitto, ci sono frutti neri a dare spessore dentro un finale sapido ed amaricante.

Podere La Chiesa “Opera in Rosso” 2016 – Sangiovese

Fine e delicato nella vena fruttata per poi diventare deciso con note di affumicatura, speziatura, tabacco biondo e balsamicità. In bocca è più fresco ed agrumato di come potesse sembrare, nonostante un tannino forte che vorrebbe chiuderne il passo. Ha personalità e lunghezza di gusto, con finale scuro che ricorda polvere di caffè e china. Ottima persistenza.

Masterclass Terre di Pisa Food & Wine 2021

Adesso non mi resta che attendere la primavera e gli altri appuntamenti di Terre di Pisa, sperando di poter vedere dal vivo alcuni luoghi e cantine da cui provengono questi vini.

di MORRIS LAZZONI

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Il vino è semplice da capire, basta avere passione

3 Novembre 2021. © Riproduzione riservata