Il Vinitaly è un evento importante per il vino, non solo italiano. Spesso non è facile scegliere cosa degustare, ma io ci sono riuscito. E voglio raccontartelo!

 

→ TU SEI STATO AL VINITALY? RACCONTAMI LA TUA ESPERIENZA E COSA TI È PIACIUTO DI PIÙ!

 

Ogni anno ci scopro aziende nuove, che prima non conoscevo, e ho l’opportunità di conoscere da vicino i produttori che amano il loro lavoro e che mettono il cuore nel fare vino. E spesso c’è molto da imparare da coloro che vivono da vicino la vigna, la cantina e tutto il lavoro che ci sta dietro: e perchè no anche la parte finanziaria di una cantina. Non è un gioco riuscire a “sfangarla” tra burocrazia, tasse e spese varie. Per cui complimenti a chi nonostante tutto fa dei grandi vini!!!

 

Hai già letto il mio articolo sui pregi e difetti del Vinitaly 2018?

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CANTINA CAMBRIA | FURNARI, SICILIA

 

I vini della Cantina Cambria tra le migliori degustazioni del Vinitaly

Vai al sito dell’azienda Cantina Cambria

Uno dei ricordi più belli del Vinitaly 2018 rimarrà la conoscenza del titolare Nino Cambria, uno dei personaggi più eclettici e vulcanici che abbia mai conosciuto nel mondo del vino! Si vede che gli piace stare in compagnia e raccontare il vissuto della sua azienda: si apre subito al dialogo e anche le porte dei ricordi, oltre a mettere in campo la sua grande ospitalità!

La storia di Cantina Cambria parte già dal 1864 con gli avi dei due attuali fratelli, Nino e Franco. L’azienda ha passato varie trasformazioni nel corso di un secolo e mezzo, ma il cambiamento più grande si è avuto proprio negli ultimi decenni.

→ Il coraggio di Cantina Cambria è stato di puntare su un vitigno da rivalutare, il NOCERA, per iniziare a scrivere una nuova storia per i vini di Furnari!

  • Il NOCERA è un vitigno autoctono di alcune zone del messinese e nella zona di Mastronicola ha trovato l’habitat ideale per esprimere al meglio le proprie caratteristiche. È un vitigno che dà struttura e corpo al vino, ma qua tiene sotto controllo i tannini conferendo maggiore morbidezza, oltre che un’invidiabile acidità!

Il Nocera oggi si trova soprattutto nel messinese, specie nella zona di Furnari, mentre un tempo era molto diffuso in varie zone della regione. Pensa che la provincia di Messina agli inizi del 900 era la PROVINCIA PIÙ VITATA D’ITALIA con circa 40mila ettari di vigneti! Tanto per dire quanto sia importante l’opera di valorizzazione di Cantina Cambria nei confronti del Nocera e dei vini che ne derivano.

Degustazione Cantina Cambria
Degustazione allo stand Cambria. In foto da destra: Nino Cambria ( titolare ), Susana Alonso ( wine blogger ) e Vito Giovinco ( enologo ).

L’intuizione di Nino ha portato alla produzione di vari vini a base di Nocera, compreso uno in purezza. È il Mastronicola Nocera che porta alla massima espressione possibile il vitigno sovrano di Furnari! Ora passo alla descrizione dei vini: per tutto il resto della curiosità vai sul sito aziendale della Cantina Cambria.

Oppure chiama in azienda e chiedete di Nino. Sarà più bravo di me a a raccontarti la bellissima storia della sua famiglia!

FIN CHE VENGA Brut Rosè 2015 – Metodo Classico da Nocera

Fin che venga rosè Cantina Cambria

Questo è un esperimento nell’esperimento! Prendere il Nocera e vinificarlo metodo classico è un bel azzardo. Ma le sfide a Nino e all’enologo Vito piacciono, non l’hai ancora capito? E giusto per essere precisi ti dico che è affinato dai 24 ai 30 mesi sui propri lieviti.

Mi piace al naso perchè è pieno, carico di profumi e con un tratto di lievito spinto che poco dopo vira su note di ribes, ciliegia e fine traccia burrosa. Chiude in spezie piccanti e un lieve ricordo di vaniglia.

La sintesi dei profumi? Un croissant appena sfornato pieno di confettura di frutti di bosco! 

In bocca ha bollicine spumose e leggere come una mousse, che non mancano di dare un spinta piccante verso il palato. Ritorna la traccia fruttata, leggermente dolciastra, a ricordare frutti polposi e maturi. Ha una forte sapidità e sembra sfumare in un ricordo tannico da tanto che lascia la bocca asciutta a distanza di qualche secondo.

Ero partito scettico, perchè altri metodo classico fatti in Sicilia non mi avevano entusiasmato, ma Cantina Cambria ha creato qualcosa di particolare e con bella personalità!

TRA STORIA E LEGGENDA: il nome ricorda la leggenda del re Ruggero II di Altavilla e del suo levriero → LEGGI QUA

MASSERIA delle Colline Furnaresi 2015

Cantina Cambria Masseria in degustazione al Vinitaly

 

Arrivo al primo vino che include Nocera ma in assemblaggio al 70% con Nerello Mascalese ( 30% ), altra uva ben conosciuta in zona e sui pendii dell’Etna.

Unire due vitigni così diversi, ha creato un rosso rubino non eccessivamente carico. Da una parte c’è il Nocera, particolarmente colorante, dall’altra il Nerello Mascalese conosciuto per il colore scarico e leggero che lascia nel bicchiere.

Il naso è delicato, piacevole e che fa subito capire che c’è della sostanza di cui parlare. Sento frutti rossi fragranti che ricordano una polpa matura, ma anche croccante. Bella anche la traccia floreale fresca che dà vivacità e tanta freschezza. Non manca un fine ricordo di caffè amaro e pepe nero a completare il valzer dei profumi.

Entra caldo al palato, carnoso ma anche con una spalla acida che rinfresca

Ciliegia, lampone e poi cannella, pepe nero, un accenno di tocco fumè portato da foglie di thè e caffè tostato. Ha un tannino presente ma che non graffia, facendo rimanere la bocca finemente vanigliata, pur con una lunga sapidità. Molto valida la persistenza.

ROSSO DEL LEVRIERO 2013

CANTINA CAMBRIA ROSSO DEL LEVRIERO E LE MIGLIORI DEGUSTAZIONI DEL VINITALY

Altro vino e altro fidato compagno del Nocera: questa volta tocca al Syrah, in parte uguale, tenere testa al vitigno sovrano di Furnari.

Arriva impattante e deciso al naso, quasi “maschio” nel modo di proporsi, evidenziando un calore fin da subito importante. Lo scenario ha contorni noir con pepe nero, tabacco, leggero tostato che riporta al fumè e cioccolato amaro in polvere: anticipano l’ingresso di una ventata balsamica che introduce i contorni fruttati portati da mora, cassis e prugna.

Veloce, leggero e teso come un vero Levriero!

Al palato è caldo, non nasconde l’alcol ma ha anche un morbidezza che lo rende subito amichevole. Attento: non vuol dire che non abbia acidità e tannino! L’acidità fa salivare e rinfresca il palato, grazie al mentolato del balsamico che ritorna. Ma c’è anche il tannino, magari meno muscoloso di altri vini, ma lì pronto a dire la sua.

La bocca resta piena di gusto, piacevole e carica di una bella sensazione fruttata, mista a cannella e bacche di vaniglia, che bilanciano con un tocco “amichevole” l’amarognolo portato da spezie e sentori evolutivi. Persistente!

GIULIO CESARE 2012 MAMERTINO ROSSO DOC

Cantina Cambria Giulio Cesare

Il nome ha bisogno di poche presentazioni, vero? È un omaggio al primo imperatore romano che già all’epoca apprezzava i vini della zona di Mamertino. L’uvaggio è al 60% Nero d’Avola e al 40% Nocera.

Il vino non smentisce il suo nome e subito si presenta con regale potenza. Al naso è pieno, carico e con un’intensità che non si nasconde dietro a un dito. Arriva immediatamente la carica macerata dei frutti che invadono le narici con tutta la loro confettura polposa.

Arricchiscono il bagaglio dei profumi evidenti tracce di tabacco, un fondo fumè, cioccolato fondente e chiodi garofano, prima che arrivi l’eucalipto a rinfrescare e stuzzicare assieme a un muscoloso pepe nero. È comunque elegante nonostante la potenza che lo contraddistingue. L’alcol si sente, non potrebbe fare altrimenti, anche se i frutti vorrebbero coprire ogni altra sensazione.

Il Giulio Cesare di Cambria ha la potenza di un grande condottiero!

Entra al palato caldo, pieno ma sempre con una spalla acida che rinfresca, così come il tannino che ha un anima ancora giovane. Entra con discreta potenza ma è ancora un teenager che calmerà i suoi bollenti spiriti!

I frutti riempiono ogni angolo del palato, lo avvolgono con morbidezza, prima di far uscire un pò di piccantezza e una lunga sapidità. È elegante in bocca ed ha una lunga persistenza. Chiude con un tono mentolato che “spazzola” e rinfresca per vari secondi.

MASTRONICOLA 2013 

Tenuta Cambria Mastronicola tra le migliori degustazioni del Vinitaly 2018

Finalmente arriva il Nocera in purezza! L’obiettivo di rivalutare un vitigno quasi dimenticato dalla tradizione siciliana trova la trasfigurazione della propria essenza in questo vino.

Mi piace il rosso granato deciso, carico e pienissimo di colore. Al naso ha un profilo complesso che si apre con un’intensità notevole, ampia e carica di evoluzione. Iniziano cuoio, cioccolato fondente e poi frutti macerati al limite del sottospirito con prugna essiccata, mora e ribes nero.

Continuano liquirizia, chiodi di garofano e un pepe nero piccante che si spegne solo grazie alla freschezza dell’eucalipto. Mantiene eleganza al naso, nonostante la forza e ll’intensità con cui si presenta: e questo è un grandissimo pregio!

La massima espressione del Nocera non delude! È un vino da scoprire lentamente e sarei curioso di provarlo di nuovo tra qualche anno!

Anche al palato non delude, anzi! È fragrante e croccante più di quanto poteva far intendere al naso. Rimane snello in bocca, con un’acidità ben presente e un tannino evoluto che nasconde i muscoli dietro un’impassibile eleganza. Mescola bene morbidezza e freschezza, facendole alternare per non stancare la bocca e allungare la voglia di berlo ancora!

Mentre espone la sua lunga persistenza si avvicendano l’eucalipto a rinfrescare e, nel finale, il tannino a ricordare la sua forza, riprendendosi l’attenzione del palcoscenico.

KIO 2015 NOCERA PASSITO

CAMBRIA KIO 2015 AL VINITALY 2018

Tra le migliori degustazioni del Vinitaly 2018 inserisco anche questo Nocera Passito! Chiude in maniera degna la degustazione e attira la curiosità per capire quanto il Nocera possa dare risultati anche in versione passita.

Apre le danze dei profumi al naso prugna essiccata, confettura di frutti di bosco, cannella che addolcisce e introduce la decisa nota cioccolatosa, fermata da un ricordo amaricante di caffè con il tutto coperto da una piacevole vena acolica.

In due parole, è un Mon Chéri! Soliti profumi ma più eleganti

Quando lo sento al palato resto sorpreso perchè lascia la bocca dolce, ovviamente, ma possiede anche un’acidità e una freschezza vive che bilanciano il tutto. Addirittura mantiene quel minimo tannino che aiuta a bilanciare la morbidezza e rotondità del cioccolato e dei frutti di bosco che ammaliano il palato. Lungo in persistenza!

GRAZIE CANTINA CAMBRIA!

Foto ricordo Cambria al Vinitaly 2018

Ringrazio la Cantina Cambria e l’agenzia Jacleroi per l’invito tra i privilegiati della degustazione!

La inserisco a tutti gli effetti tra le migliori degustazioni del Vinitaly, non solo per i vini degustati, ma anche per l’accoglienza e l’atmosfera che si è creata allo stand di Cantina Cambria. Grazie di cuore a tutto lo staff!

PS: io sono quel tipo “curioso” sulla sinistra!

 

LE MIGLIORI DEGUSTAZIONI DEL VINITALY 2018 CONTINUANO…

 

Ci vediamo al prossimo articolo: ti parlerò della degustazione da ZORZETTIG, per una verticale di Myo ( vitigno Tocai/Friulano ) dal 2006 fino ad oggi!

 

di MORRIS LAZZONI

VinoperPassione

Il vino è semplice da capire, basta avere passione

2 Maggio 2018. © Riproduzione riservata