IL NUOVO BUSINESS DELL’ENOTURISMO

L’enoturismo è d’attualità in questi anni. È un pò come dire che si è scoperta l’acqua calda, dicendo che va di moda l’enoturismo. Perchè è ormai conosciuta la voglia di appassionati o semplici curiosi di verificare da dove venga il vino che bevono.

Anche i meno attenti al dettaglio hanno capito quanto possa essere interessante andare più in profondità con la conoscenza del vino. Ciò non vuol dire che tutti debbano diventare Sommelier o profondi conoscitori in degustazione, ma solamente recarsi nei luoghi in cui nasce il vino.

Quando hai la bottiglia in tavola, vedi solo l’ultimo atto di tutta la filiera produttiva del vino. Sono molteplici gli attori coinvolti a partire dal ristorante/enoteca dove hai acquistato la bottiglia, fino al rappresentante/distributore o grossista che ha fornito quella bottiglia.

Ma il vino dove nasce, lo sai? Certo che lo sai! Il vino nasce in cantina e tante persone oggi vogliono andare a visitarle.

CANTINE VINICOLE: APERTE O CHIUSE PER FERIE?

Hai mai prenotato una visita in una cantina vinicola, oppure hai mai pensato di farlo? Ti posso garantire che potresti vivere delle bellissime esperienze. Giusto per incuriosirti, ti lascio alla lettura di questo articolo in cui racconto la visita in una bellissima azienda vinicola in Sardegna.

Le zone in cui si produce vino in Italia sono tantissime, quasi difficili da contare vista l’estrema varietà che può offrire ogni regione. Alcune attirano più turismo, per un fatto di tradizione vinicola piuttosto che di capacità di promuoversi meglio rispetto ad altre. 

Questa equazione turismo=grandi risultati non vale solo per il vino, ma anche per altri settori turistici: pensate alla riviera romagnola e al suo successo turistico che dura da decenni. Al contrario, invece, delle occasioni perse che molte zone d’Italia hanno collezionato: senza fare nomi o accenni specifici, da Nord a Sud, spesso pecchiamo di mancanza imprenditoriale e ci lasciamo sfuggire dalle mani vere e proprie miniere d’oro!

E le cantine vinicole invece? Anche loro a volte non sono all’altezza della situazione. In molti casi fanno miracoli e riescono ad intrattenere il cliente in modo esemplare, come in questa visita che ho fatto nella Franciacorta. Ma spesso le cantine sono “chiuse per ferie” oppure chiuse nei giorni di festa, perdendo indubbiamente molte occasioni di business.

Enoturismo

LE CANTINE SONO APERTE PER L’ENOTURISMO?

Non è tanto un farsi piacere o meno i turisti che girovagano per le vigne. Spesso per le cantine vinicole è una mancanza di visione che potrebbe essere risolta partendo da un’unica e semplice domanda. Per quale motivo si produce vino? Aldilà di eventuali risposte metaforiche, metafisiche e passionali il vino si produce per essere venduto! Per cui ogni scelta dovrebbe essere dapprima pensata, e poi eseguita, in funzione di questo mantra!

Quindi una volta risolto il dubbio, mi chiedo perchè non si faccia di tutto per vendere al meglio questo vino? Ci sono grandi nomi dell’enologia italiana che non hanno bisogno delle visite in cantina per vendere il proprio vino. Lo vendono tramite i ristoranti, le enoteche o, alla mal parata, grazie agli scaffali della GDO. 

Ma i piccoli e medi produttori se non aprono le porte delle loro cantine, non fanno un bel sito internet, non partecipano alla fiere del settore, non investono sulla comunicazione come potranno farsi conoscere al grande pubblico? Cari produttori, avete la possibilità di far venire i vostri clienti “nella tana del lupo” e non la cogliete?

Molte attività richiedono impegno e grossi investimenti economici ( pensate alla partecipazione di qualche giorno ad una fiera lontana dalla propria sede ) ma il turismo enogastronomico no. Non chiede grandi investimenti, ma solo una mentalità che abbia voglia di condividere con il pubblico ciò che sta alla base del progetto e dei propri sogni.

LA SOLUZIONE PER L’ENOTURISMO ESISTE

In sostanza qual è la soluzione? Aprire le porte della propria azienda! Ma non solo in concomitanza con gli eventi organizzati dalle varie associazioni, una su tutte il Movimento Turismo del Vino. Aprire le porte siginifica stare aperti la Domenica, nei giorni di festa e nelle situazioni in cui si muove “la massa critica del turismo”. I ristoranti non stanno chiusi il Sabato sera e la Domenica. Perchè le cantine si?

Non è possibile trovare cantine chiuse in estate. Io sono nato al mare e lo adoro, ma non tutti vogliono fare le vacanza al mare in estate. Perchè non bisogna soddisfare la domanda di chi è interessato a entrare nel fantastico mondo del vino?

I produttori più piccoli potrebbero obiettare che serva una bella organizzazione, intesa come personale addetto alla ricezione turistica, un’eventuale sala di degustazione e un sommelier che “racconti e degusti” il vino. Immagino la risposta più ovvia: tutto ciò costa! È vero, ogni cosa costa ma ribaltiamo il problema e vediamo la soluzione dello stesso.

Perchè molte aziende sono disposte a spendere, oppure indebitarsi, per acquistare macchinari, attrezzature o qualsiasi altra diavoleria serva o aiuti nel produrre vino? Mentre non sono disposte a investire nell’enoturismo? Se arriva gente in cantina, è probabile che acquisti del vino oppure che, a loro volta, lo consiglino a un amico ristoratore che può metterlo in carta. 

ENOTURISMO
ENOTURISTI IN VIGNA

I SOLDI SONO VERAMENTE TUTTO?

Credi sia solo un fatto economico? No, non credo perchè c’è già la soluzione a questo. Prendere una o più persone ( dipende dalla dimensione della cantina e dal giro di affari) in outsourcing, in modo da non averle a libro paga, insegnare loro la storia e la “filosofia aziendale”. Poi fargli vivere l’azienda e respirare in modo che si sentano parte integrante con essa e la sentano come propria. Magari se sono anche Sommelier e sanno guidare una degustazione, ciò non guasterebbe!

Al tempo stesso stringere accordi con tour operator, professionisti dell’enoturismo e fare rete, condividere progettualità. Loro penseranno a portare le persone in cantina, programmando le visite e facendo venire persone veramente interessate. La cantina invece avrà il proprio personale, formato ed istruito, che sarà in grado di ricevere al meglio i turisti curiosi e fornirgli le risposte a tutte le loro domande.

Quanto costa tutto questo? Sono certo che se le cantine vinicole facessero un business plan ragionato, rimarrebbero felicemente sorprese dall’economicità di questo “giochino”. Così facendo si risolverebbero più problemi:

  • viene accontentato chi vuole fare enoturismo e vivere l’esperienza della cantina vinicola
  • si sfrutta un settore in forte crescita e ancora non pienamente esplorato
  • si creano posti di lavoro ( e di questi tempi male non farebbe )
  • le cantine si fanno pubblicità e aumentano la loro conoscenza nei confronti del cliente
  • sempre le cantine hanno possibilità di vendere più vino e di fidelizzare i propri clienti
  • si crea un indotto economico che, nel tempo, può portare considerevoli guadagni per tutta la filiera

VUOI CONSULENZA? SARÒ LIETO DI AIUTARTI

Hai capito che bel business può essere l’enoturismo? Ovvio che serve la partecipazione di tutti, a cominciare dalla cantine, per arrivare fino al consumatore finale. Ma le possibilità in questo settore sono veramente molte e sarebbe da stupidi buttarle al vento. E poi non pensare solo al mercato italiano, ormai siamo nel mercato globale e sempre più stranieri si stanno innamorando del vino, soprattutto italiano!

Io ci metto la mia parte, se vuoi. Che tu sia un consumatore o turista, un tour operator oppure una cantina vinicola, non esitare a chiedere la mia consulenza. Ho le giuste argomentazioni per ognuno e posso aiutarti a costruire o migliorare il tuo business nell’enoturismo!

Come puoi fare? RIMANIAMO IN CONTATTO!

di MORRIS LAZZONI

VinoperPassione

Il vino è semplice da capire, basta avere passione

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27 Dicembre 2017. © Riproduzione riservata