BELLAVISTA: il glamour sposa il vino in un MATRIMONIO PERFETTO

In attesa del tour da Bellavista

 

Il primo impatto che si ha arrivati da Bellavista è la percezione di essere nella Franciacorta 2.0. È un’evoluzione di una terra che qua si veste anche di glamour, moda e avanguardia ma sempre con un occhio di riguardo alla tradizione. Il motto dell’azienda New air on wine è cucito addosso, ma io voglio vedere se è coerente con il resto.

Bellavista nasce nel 1977 quando Vittorio Moretti, già affermato imprenditore, decide di trasformare i vigneti ereditati dalla famiglia per creare una cantina vinicola. Da quei pochi vigneti iniziali Bellavista arriverà ai 190 ettari di oggi. Sono posizionati in 10 diversi comuni della Franciacorta in modo da poter coprire una varietà di terreni ed esposizioni differenti.

 

BELLAVISTA È “NEW AIR ON WINE”

 

L'altalena di Bellavista in Franciacorta

 

Da pochi ettari ai 190 di oggi. Non si può dire che Bellavista non sia importante nella Franciacorta!

 

La sede di Bellavista punta molto sulla scenografia, sull’impatto visivo e sulla commistione tra arte, scultura e bon ton. La cascata d’acqua è d’impatto, con tanto di magnificenza di simbolo “B”, che trovi appena uscito dal parcheggio. Si sale poi e lo spettacolo che ti aspetta dopo la salita è da vedere!

Non ti può passare inosservata la particolarissima altalena Vertigine creata dall’artista Velasco Vitali come dedica alla Cuvèe Alma brut, dalla quale riprende il caratteristico color arancio. L’altalena è il punto focale della corte e si integra alla perfezione con l’architettura generale della struttura. Crea un punto visivo di sicuro impatto ma anche armonico a tutto l’ambiente circostante.

 

Inizia il tour di Bellavista

 

Esterno cantina Bellavista in Franciacorta

 

Sono in una grande azienda, ben organizzata ed abituata ai grandi eventi. Lo intuisco dal numero di persone presenti che seguono i clienti in ogni momento di permanenza in cantina. Tutto sembra sotto controllo ed oliato nonostante la grande affluenza del Festival Franciacorta. Il mio gruppo inizia la visita dal cuore della produzione del vino, dalle grandi botti d’acciaio in cui il mosto confluisce prima di diventare vino base. Chi si prende l’attenzione è il grande serbatoio d’acciaio da 3000 ettolitri che sovrasta l’ambiente: è li che si creano e nascono le cuvèe!

 

Bellavista Franciacorta Riserva Vittorio Moretti

 

I vini base di Bellavista nascono dopo un affinamento al 60% in botti d’acciaio ed al 40% in legno ed ogni cuvèe racchiude al suo interno 40 selezioni di vini base differenti. In seguito ogni prodotto segue il periodo di affinamento sui lieviti, diverso a seconda della tipologia di cuvèe che si vuole produrre. Un esempio su tutti è dato da Alma che resta sui lieviti per 48 mesi circa.

 

Alma Brut è il 90% della produzione di Bellavista. Non si può sbagliare, ci fanno grande attenzione!

 

Si entra nella cantina dove riposano i Franciacorta

 

Pupitre di Bellavista Franciacorta

 

In cantina si scoprono delle piccole particolarità di Bellavista, una delle quali parte da lontano e più precisamente dal 1978. In quel anno Vittorio Moretti decise di caratterizzare la propria bottiglia in maniera inconfondibile. Oggi la bottiglia di Bellavista può essere riconosciuta fra mille altre grazie alla particolare forma con pancia allargata, collo stretto e lungo e la B in rilievo.

 

L’idea della bottiglia di Bellavista nasce nel 1978. Oggi è ancora così!

 

Un’altra particolarità riguarda la produzione di Salmanazar ( bottiglia da 9 litri ). In quasi tutte le cantine questa grande bottiglia viene prodotta per “travaso”, cioè prendendo il contenuto di altre bottiglie e versato dentro a quella da 9 litri. Nel caso di Bellavista è stato possibile produrre le bollicine direttamente in bottiglia, in quanto, grazie alla collaborazione di mastri vetrai di Murano, è stata creata una bottiglia così resistente da essere testata per resistere fino a 22 ATM di pressione. Il peso totale della Salmanazar di Bellavista è di circa 20 kg, di cui 10 kg sono rappresentati dalla bottiglia stessa.

ALTRE INFORMAZIONI SULLA CANTINA

  • la cantina è posta ad una profondità di 15 metri con una temperatura costante di 12 gradi ed un’umidità che si aggira tra il 70 e l’80%
  • il remuage delle bottiglie viene fatto solo ed esclusivamente a mano ( il remuage è la tecnica che prevede di girare di 1/8 di giro le bottiglie poste sulle pupitre per far sì che i lieviti presenti in bottiglia, girando la bottiglia e spingendola verso una posizione verticale, si vadano depositare a ridosso del tappo )
  • i grandi formati ( da 3l a 9l ed oltre ) subiscono il degorgement ( sboccatura ) a mano, anche detta a la volèe. Quando arriva il momento di eliminare i residui dei lieviti dalla bottiglia, vengono aperte per far fuoriuscire tutti i depositi e lasciare lo spumante perfettamente limpido. Nella maggior parte dei casi questa operazione è meccanizzata, ma in caso di bottiglie così grandi viene fatta manualmente.

 

Ti ho incuriosito e vuoi saperne di più del metodo classico? Ho scritto un articolo proprio per questo!

 

DAL 2007 BELLAVISTA È SOLO FRANCIACORTA DOCG

 

Bottiglie di Franciacorta Bellavista in affinamento

 

Il 2007 è un anno importante per Bellavista: da quel anno che si è deciso di concentrare la produzione sulle bollicine Franciacorta DOCG. Prima la cantina produceva anche vino bianco e rosso che ancora oggi si possono trovare sul mercato. E’ stata una scelta decisa per continuare un percorso di sempre maggiore qualità e specializzazione nelle produzione di bollicine.

Ogni passo, ogni scelta ed ogni decisione in Bellavista viene fatto con la convinzione dell’estrema qualità come punto finale di arrivo. Ciò che sintetizza al meglio questa maniacale ricerca della qualità è la cuvèe principe dell’azienda, la Riserva Vittorio Moretti. E’ il prodotto top di gamma e creata solo nelle migliori annate ( al momento solo 9 volte in 40 anni di vita della cantina ).

Resta sui lieviti per circa 7 anni e subisce il remuage a mano come nel caso delle bottiglie di grande formato. Ogni volta Bellavista tiene per sé circa 2000 bottiglie come riserva. Oggi è possibile trovare l’annata 2008, l’ultima entrata in commercio ( alla data della visita in cantina a Settembre 2015 )

 

Quando entri da Bellavista ti accorgi che ogni particolare è curato nei minimi dettagli! Non è solo moda, ma anche amore per ciò che si fa!

 

Bellavista Riserva Moretti

 

Interessante è la visita alla sala delle barrique, posta esattamente sotto la fontana e l’altalena di Velasco. In cantina i prodotti affinano, ognuno diviso per tipologia oltre che per singolo vigneto. La divisione e vendemmia di ogni singolo vigneto è un punto focale molto importante in Bellavista in quanto si crede che, cosi facendo, si possa mantenere la particolarità di ogni singolo vigneto. Ricordiamo, per esempio, che Alma Cuvèe è l’assemblaggio di circa 40 vigneti diversi, assemblati secondo il metodo appena detto.

 

Degustazione Bellavista Franciacorta

 

Ogni visita in cantina che si rispetti non può trascendere dalla degustazione dei prodotti! Degustare i vini dopo il tour guidato serve per entrare anche in RAPPORTO INTIMO con l’anima della cantina. Finora ti hanno parlato e decantato delle loro qualità, per cui perchè non scoprirle nel bicchiere?

Le degustazioni sono state due: Alma e Satèn 2010, degustato in anteprima visto che non è ancora uscito per la vendita al pubblico. Visto l’onore della primizia mi concentrerò sulla descrizione del Satèn 2010, che mi ha colpito per la sua interessante struttura.

 

BELLAVISTA SATÈN 2010

Come si intuisce dal millesimo il Saten di Bellavista riceve un invecchiamento di 5 anni sui lieviti ed ha una composizione del 100% Chardonnay. Si presenta giallo paglierino, quasi dorato, e con un’apprezzabile finezza e persistenza nel perlage. La spuma delle bollicine è soffice, cremosa e ben distribuita nel palato. Al naso ha note minerali di tipo calcaree si uniscono a quelle di frutta essiccata come fico, pesca con un lieve tocco dolce che ricorda il miele. È fine, elegante e non c’è nulla fuori posto a rovinare la degustazione olfattiva.

In bocca si fa riconoscere per una sapidità importante che si contrappone ad una piacevolissima freschezza ( la freschezza si misura con la capacità di creare saliva in bocca ), chiudendo con un buon equilibrio e tanta finezza. E’ un prodotto pronto alla beva, elegante nel suo complesso ma credo che possa esprimersi ancor meglio tra circa 1/2 anni, quando completerà il suo percorso di crescita verso la perfetta armonia!

 

UN SALUTO A BELLAVISTA

 

Altalena Bellavista

 

La visita a Bellavista ha rappresentato un interessante punto di vista anche sul futuro della Franciacorta. È innegabile quanto Bellavista sia uno dei player di rilievo. È un’azienda “faro” per la zona, soprattutto a livello mediatico e marketing. È giusto che ci siano anche i piccoli produttori, ma non tralasciamo l’importanza di questi grandi marchi che facciano da traino a tutta la denominazione!

di MORRIS LAZZONI

VinoperPassione

Il vino è semplice da capire, basta avere passione

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19 Settembre 2015. © Riproduzione riservata