“Quando compriamo una bottiglia di vino, sappiamo realmente quale sia il suo valore? Analizziamo i costi della filiera produttiva per capire se il prezzo che paghiamo è giusto oppure una fregatura.”

MA QUANTO COSTA DAVVERO LA FILIERA DEL VINO?

Questa domanda credo sia venuta in mente a tutti gli appassionati di vino. Ci si avvicina allo scaffale dell’enoteca o del supermercato e viene naturale pensare se il prezzo sia giusto oppure fuori da ogni grazia divina.

VOLETE SAPERE LA CONCLUSIONE DELL’INCHIESTA? Beh, non c’è una regola che vale sempre. A volte il prezzo finale è quasi “fuori mercato”, anche più basso di quanto il ragionevole dubbio faccia credere. In altri casi, invece, il margine per bottiglia venduta è molto alto e fa “arriccchire” chi vende quel determinato prodotto.

I costi della filiera produttiva valgono in entrambi i casi. Mica bisogna chiedersi solo se una bottiglia valga le decine o centinaia di euro che costa? Anche quando il vino costa poco è necessario chiedersi se ne valga la pena.

filiera del vino

ANALIZZIAMO TUTTI I COSTI. INIZIAMO DAL VIGNETO

Non è facile analizzare tutti i costi, perché le variabili sono veramente tante. Volete sapere quali? A voler essere proprio pignoli bisognerebbe anche considerare spese fisse che molto difficilmente vengono prese in considerazione. Ma partiamo da quelle più facili.

VIGNETO: a voler essere precisi bisognerebbe inserire anche l’eventuale prezzo pagato per acquistare i vigneti. Un interessante articolo di Donatella Cinelli Colombini ne parla in dettaglio. I prezzi vanno da 10.000€ a 60.000€ per ettaro. Molte aziende hanno vigneti storici e ormai di proprietà decennale, ma con variabili così ampie si può generalizzare?

UVA: in un terreno atto a diventare vigneto vorremmo impiantare delle vigne, no? Le barbatelle costano anche 3€ l’una, ma tutto dipende dalla tipologia. Poi dipende da quante ne piantiamo per ettaro: oggi stiamo copiando sempre più i francesi con densità per ettaro molto alte. Ecco per cui un ettaro di vigneto può avere costi molto diversi.

COSTI DI IMPIANTO: servono macchinari e forza lavoro che faccia da manodopera. Se i macchinari non li abbiamo, vanno noleggiati. Anche questi sono costi, molto variabili da zona a zona e dare stime accurate sarebbe molto difficile. Eventualmente chiamate un vignaiolo di vostra conoscenza.

IRRIGAZIONE: alcuni disciplinari non prevedono la possibilità di irrigare i vigneti se non in casi di estremo soccorso. L’estate 2017 ci ha portato all’attenzione questa esigenza, d’altronde la siccità si è fatta sentire. Volete saperne di più? Vi consiglio la lettura dello studio dei Dottori Agronomi e Forestali di Firenze che, in questo file, spulciano in modo analitico tutti i costi da sostenere per creare un vigneto.

costi della filiera del vino

SI ARRIVA ALLA VENDEMMIA

VENDEMMIA: ci sono aziende che compiono operazioni completamente manuali, mentre altre si affidano solo alle macchine. Dipende dal tipo di viticoltura scelta, ma anche dalla inevitabile conformazione del terreno.

Nelle infinite distese di vigne cilene oppure argentine non ci sono problemi ad usare macchine diraspatrici, mentre sulle scogliere a picco della Liguria o sui pendii della Valtellina si ricorre a metodi a dir poco “eroici”. Lascio a voi il calcolo della tariffa oraria per un operaio o per il noleggio di queste macchine. Io non sono né un consulente del lavoro, né mi occupo di noleggiare diraspatrici.

ORA INIZIA LA SECONDA PARTE DELLA FILIERA

La seconda parte è quella che interessa “il dopo” del vino. Da quando nasce fino all’uscita dalle mura aziendali. Andiamo con ordine e ripercorriamo i passaggi dell’imbottigliamento. I prezzi che seguono sono, ovviamente, rappresentativi di una media nazionale.

Ricordo che in tutti i settori la quantità fa il prezzo e lo stesso capita nel mondo del vino. Se un’azienda produce 10.000 bottiglie oppure qualche centinaia di migliaia, o addirittura, un milione o più, i prezzi sono MOLTO diversi.

imbottigliamento vino

BOTTIGLIA: ce ne sono di varie forme e di vari tipi. Esistono diverse bottiglie per differenti tipologie di vino, ad iniziare dalla macro differenza tra vino fermo e perlage. Conta lo spessore del vetro e anche la sua colorazione. Vogliamo trovare un compromesso di prezzo? Bene, allora la cifra di 0,3€ può essere accettabile.

TAPPO: una volta ero solo di sughero e tutto d’un pezzo. Oggi spopolano anche quelli di sughero agglomerati, il sintetico e quello a vite. Anche in questo caso non è facile determinare un prezzo calibrato al centesimo, non solo per la quantità acquistata ma soprattuto per la tipologia scelta. Comunque per il sughero si va dai 2/3 centesimi per l’agglomerato, fino ai 15 centesimi per il sughero monopezzo.

ETICHETTA: non dite che non avete mai comprato una bottiglia solo perché vi piaceva l’etichetta. Tranquilli, non deve essere un’ammissione di colpa, solo una fervida realtà. Il packaging della bottiglia di vino è studiato e gioca la sua parte nella scelta di una bottiglia piuttosto che un’altra. Non si può determinare il costo dello studio grafico che ha elaborato il progetto. Sarebbe troppo variabile. Però possiamo indicare il costo per produrre fisicamente un’etichetta: questo si aggira intorno ai 0,4€.

METTI IL TAPPO NEL VETRO E ATTACCA L’ETICHETTA

IMBOTTIGLIAMENTO: che lo faccia il personale della cantina oppure si noleggi un apposito rimorchio, queste operazioni fanno abbassare in modo importante il saldo del conto corrente aziendale. Considerando i vari studi fatti si può dire che una media di 0,2€ a bottiglia può essere realistica.

CONFEZIONE: generalmente si parla di scatole di cartone da 6/12 bottiglie, ma non di rado si usa il legno come contenitore di magnum/jeroboam oppure bottiglie di particolare pregio. Un cartone da 6 bottiglie può costare 0,4€, mentre una cassetta di legno, sempre da 6 bottiglie, può costare dai 5 ai 7€ in funzione delle quantità.

STOCCAGGIO: dopo essere stato messo in bottiglia il vino passa un pò di tempo nei magazzini aziendali. Questo tempo varia da qualche settimana a qualche anno, in base alla tipologia di vino. Quindi come si fa a calcolarlo? Servirebbero algoritmi matematici abbastanza sofisticati. Appunto per questo state parlando con la persona sbagliata.

corriere espresso

SIAMO ALLA TERZA FASE DELLA FILIERA

Ebbene si, c’è anche una terza fase della filiera dei costi del vino. È rappresentata da tutti quei passaggi che il vino subisce una volta uscito dalla cantina di produzione. In qualche caso arriva direttamente al cliente finale, qualora l’azienda abbia un sito e-commerce ben fatto e spinga su questo genere di vendita.

In realtà la maggior parte dei casi vede l’azienda affidare il vino ad un CORRIERE che lo consegni direttamente a un OPERATORE HO.RE.CA. ( ristorante, enoteca, albergo, ecc. ) oppure ad un GROSSISTA/DISTRIBUTORE che, a sua volta, si occupi di venderlo allo stesso cliente ho.re.ca. Nel primo caso l’azienda avrà una propria rete di AGENTI/RAPPRESENTANTI che vendono, oppure questi rappresentanti saranno alle dipendenze del grossista/distributore di turno.

Che differenza c’è? Un passaggio commerciale in più o in meno, con inevitabili ricadute sul prezzo di acquisto. Va da sé che un ristorante/enoteca possa comprare anche poche bottiglie da un grossista, mentre dovrà fare un ordine minimo in euro o quantità più elevate qualora compri direttamente dalla singola azienda.

CORRIERE ESPRESSO: Ormai i padroni della filiera commerciale sono i corrieri espresso e si fanno pagare, a volte anche profumatamente, per consegnare al destinatario gli ordini che spediamo. Quanto costa spedire il vino? Alcuni corriere determinano il prezzo in base al numero di colli, altri in base al peso. Diciamo che una media di 20/25€ per spedizione non è per nulla irrealistica.

Ognuno sceglie ciò che gli risulta più comodo, sapendo di avere una marginalità più alta o più bassa da rigirare al cliente finale.

ALLA FINE QUANTO COSTA VERAMENTE UNA BOTTIGLIA DI VINO?

Avrete capito che i calcoli da fare sono molti, tanti e forse troppi. Questo articolo non vuole aver la presunzione di dirvi, per filo e per segno, i centesimi che stanno dietro al costo del vino. L’obiettivo era quello di scatenarvi una riflessione, per farvi capire quanto lavoro ci sia per produrre il vostro vino preferito.

Questa è anche un’arma a doppio taglio, però. Sapendo che il lavoro da fare è tanto, tantissimo, non vi sorge il dubbio di come possano esistere bottiglie a basso o bassissimo prezzo?

Bene, con questa domanda vi saluto. Alla prossima!

di MORRIS LAZZONI

VinoperPassione

Il vino è semplice da capire, basta avere passione

vinoperpassione2015@gmail.com

27 Settembre 2017. © Riproduzione riservata

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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